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Corte europea dà ragione a Ocalan

"Turchia disumana": condannata

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha accolto il ricorso presentato dal leader curdo Abdullah Ocalan contro la Turchia e ha condannato il governo di Ankara. I giudici europei hanno tra l'altro rilevato, a proposito del caso Ocalan, violazioni della Convenzione europea dei diritti umani per il "processo non equo" e i "trattamenti disumani" subìti dal leader curdo.

Sono cinque le violazioni della convenzione europea individuate dalla corte di Strasburgo nei confronti dello stato turco nella vicenda Ocalan. Le due violazioni più gravi riguardano gli articoli 6 e 3  della convenzione per il processo "non equo" subito da Ocalan e la pena di morte pronunciata contro di lui. La Corte di Strasburgo ha ritenuto in particolare che il  processo davanti alla corte di sicurezza dello stato di Ankara non è stato equo, fra l'altro per la presenza di un giudice militare.

La posizione della corte di Strasburgo si basa sul fatto che la Turchia abbia violato l'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani che proibisce il trattamento disumano degli imputati. Ocalan, è stato condannato a morte nel 1999, ma dopo pressioni internazionali ha ottenutol ergastolo lo scorso ottobre, ma per la Corte il verdetto è arrivato dopo un processo iniquo. 

La Corte ha inoltre condannato lo stato turco a pagare 100.000 euro  agli avvocati di Ocalan come rimborso delle spese processuali, ritenendo per il resto sufficiente la compensazione  morale offerta a Ocalan dalla sentenza di condanna di Ankara.

La decisione della Corte di Strasburgo che ha giudicato il processo contro Ocalan "non equo", dovrebbe portare a nuovo processo, ma va ricordato che la sentenza di Strasburgo non ha potere alcun vincolante nei confronti di Ankara.