Anche degli italiani nel team di ricercatori

Parkinson, possibile legame con le alterazioni del microbiota intestinale | Lo studio finanziato dalla Michael J. Fox Foundation

Alla ricerca, pubblicata sulla rivista "Nature Medicine", hanno contribuito ricercatori di Reggio e Pavia

© IPA

© IPA

C'è anche il contributo dei ricercatori italiani nell'ultimo studio internazionale sul Parkinson che ha scoperto un possibile legame tra le alterazioni del microbiota intestinale e la possibilità di sviluppare la malattia. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista "Nature Medicine" e finanziato dalla Michael J. Fox Foundation, la fondazione voluta dal celebre attore di "Ritorno al Futuro" nel 2000, due anni dopo aver rivelato al mondo di essere affetto dalla malattia.

Parkison: una nuova ricerca coinvolge l'Italia -

  La ricerca fa parte del progetto internazionale "Parkinson Microbioma", finanziato anche da Aligning Science Across Parkinson's e a livello internazionale è stato coordinato dal professor Anthony H. V. Schapira (University College London). In Italia ha avuto come centro di riferimento la Fondazione Irccs Mondino di Pavia e la Neurologia dell'Irccs di Reggio Emilia. Prima autrice dello studio è Elisa Menozzi, ricercatrice reggiana del Queen Square Institute of Neurology di Londra.

Possibile legame con le alterazioni del microbiota intestinale -

 La ricerca si è focalizzata sul ruolo del microbioma, ovvero il patrimonio genetico del microbiota intestinale, in rapporto all'esordio e al progredire della malattia. In particolare è stato dimostrato come alcune specifiche alterazioni del microbiota intestinale possono contribuire all’identificazione precoce di individui a rischio, anche prima della comparsa dei sintomi.

Un risultato di altissimo livello - sottolineano i ricercatori - che rappresenta un traguardo rilevante nella comprensione dei meccanismi di sviluppo del Parkinson e apre nuove prospettive per terapie che anticipino il mostrarsi della malattia.

La malattia -

 La malattia di Parkinson è una delle malattie neurologiche degenerative più diffuse e colpisce una persona ogni cento sopra i 65 anni. In genere inizia intorno ai 60 anni, ma può manifestarsi anche prima dei 40 anni. In Italia, ogni anno vengono diagnosticati 15mila nuovi casi, di cui almeno mille in soggetti con età inferiore ai 45 anni. Una cura non è ancora stata trovata. Tuttavia, con i farmaci attualmente disponibili, i pazienti possono avere un controllo dei sintomi (cioè essere in grado di svolgere una vita senza particolari limitazioni) per i primi anni.

Ti potrebbe interessare