Quasi metà dei contribuenti, ma poco più di un terzo della ricchezza. La fotografia scattata dal Bilancio di genere 2025 della Ragioneria dello Stato parla chiaro: in Italia, la parità fiscale è ancora un miraggio. Nonostante le donne rappresentino il 47,7% di chi presenta la dichiarazione dei redditi, nelle loro tasche finisce appena il 38,5% del reddito complessivo nazionale. Un divario socioeconomico strutturale che i numeri dell'Irpef non fanno che confermare, traducendo in cifre ufficiali la persistente disparità salariale tra i sessi.
Le classi di reddito per genere -
I dati evidenziano anche una "sostanziale eterogeneità nella distribuzione del reddito per genere": le donne, infatti, tendono a concentrarsi nelle classi a basso reddito, a differenza di quanto avviene per i contribuenti uomini. Il 44,7% delle donne si colloca nelle classi di reddito fino a 15 mila euro, mentre nelle stesse classi di reddito sono presenti solo il 28% degli uomini. Nelle classi di reddito più elevate si colloca il 10% degli uomini che dichiarano redditi superiori ai 50 mila euro, contro il 4,3% delle donne.
Il divario cresce al Sud -
I dati confermano poi il dualismo territoriale nel Paese: se per un verso, infatti, al Nord e nell'Italia centrale si rileva un sostanziale equilibrio nella numerosità di uomini e donne in base al reddito complessivo (con una differenza tra i due sessi di circa 3 punti percentuali), al Sud e nelle Isole, la quota di contribuenti di sesso maschile supera quella femminile di circa 9 punti percentuali.