IL CASO

Como, ganasce solo alle auto ticinesi: esplode la polemica politica

Due vetture in sosta vietata, ma il blocco compare solo sulla targa svizzera. Il consigliere leghista Lorenzo Quadri attacca: "Disparità manifesta"

© Facebook

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Un'auto ticinese immobilizzata con le ganasce nel centro di Como, un'altra vettura italiana parcheggiata dietro nello stesso divieto ma senza alcun blocco. È bastata una fotografia per riaccendere le tensioni tra le due sponde del confine e alimentare la polemica politica in Ticino. A sollevare il caso è stato il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, che sui social ha denunciato quello che definisce un "trattamento impari" nei confronti delle targhe svizzere in territorio comasco.

La foto che accende il caso -

 L'episodio è avvenuto nel centro di Como, meta tradizionale di molti ticinesi durante i giorni festivi. A finire nel mirino è stato un veicolo con targa elvetica parcheggiato irregolarmente e bloccato con le ganasce. Alle sue spalle, però, compariva anche un'auto italiana in sosta vietata, sanzionata soltanto con una multa. Un dettaglio che ha immediatamente alimentato le accuse di disparità di trattamento. "La disparità di trattamento è manifesta" ha scritto Quadri nel suo post, sostenendo che in Ticino le auto italiane in divieto non subirebbero misure analoghe. "Multe sì, ovviamente; ma ganasce no" ha aggiunto il politico leghista.

L'affondo di Quadri: "È tempo di restituire la gentilezza" -

 Il tono del messaggio pubblicato dal municipale di Lugano è rapidamente diventato più duro. Quadri ha invocato misure analoghe anche oltreconfine: "È tempo di restituire la gentilezza: anche alle nostre latitudini la polizia deve dotarsi di ganasce" proponendo provocatoriamente che vengano "pitturate a strisce verdi-bianche-rosse" e applicate alle auto italiane in sosta abusiva. Parole che si inseriscono in un clima già teso sul tema dei rapporti transfrontalieri e dei frontalieri italiani impiegati in Ticino. Nel post, il consigliere nazionale ha rincarato ulteriormente i toni: "Di farci prendere a pesci in faccia da chi ha uno stipendio grazie al nostro Cantone e poi ci odia, ne abbiamo piene le scuffie".

Un precedente già nelle scorse settimane -

 Non è la prima volta che un'auto ticinese finisce al centro di casi simili nel capoluogo lariano. Già a fine aprile un suv con targhe svizzere era stato immobilizzato con le ganasce nel cuore della città. In quell'occasione, attorno al veicolo era stato persino posizionato un nastro biancorosso. Episodi che hanno contribuito ad alimentare la percezione, in parte dell'opinione pubblica ticinese, di un atteggiamento particolarmente severo verso gli automobilisti rossocrociati.  A riemergere nella discussione sono state anche alcune vecchie dichiarazioni del sindaco di Como, Alessandro Rapinese, che a inizio mandato aveva evocato provocatoriamente l'idea di un carro attrezzi per ticinesi per contrastare i parcheggi selvaggi delle auto svizzere. Un progetto che, nei fatti, non è mai stato concretizzato.

Perché vengono usate le ganasce? -

 L'utilizzo delle ganasce nei centri storici italiani è tornato negli ultimi anni come alternativa alla rimozione forzata in situazioni particolari. Il sistema viene adottato soprattutto quando il carro attrezzi non riesce a operare agevolmente per mancanza di spazio oppure nel caso di veicoli sportivi, molto bassi o automatici, per evitare danni durante il trasporto.

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