Torna a far parlare di sé l'Ice (Immigration and Customs Enforcement), l'agenzia federale statunitense responsabile del controllo delle frontiere e nell'applicazione delle leggi sull'immigrazione. Questa volta, però, non si tratta di un episodio di violenza o di arresto arbitrario (o presunti tali), ma di una vicenda "curiosa", se così si può definire, perché riguarda l'ex sindaco di una piccola località del Kansas, Joe Ceballos, che qualche tempo fa aveva dichiarato di essere un acceso sostenitore di Donald Trump, tanto da averlo votato in occasione delle ultime elezioni negli Usa. Peccato che per la legge statunitense Ceballos, originario del Messico e residente permanente legale negli States, non avesse diritto di voto.
La vicenda -
Joe Ceballos è arrivato negli Stati Uniti assieme alla sua famiglia dal Messico quando aveva circa quattro anni, stabilizzandosi a Coldwater, una piccola cittadina del Kansas. Qui è cresciuto, ha studiato, fino a diventare un volto conosciuto fra i suoi concittadini, essendo diventato prima consigliere comunale e poi sindaco per ben due mandati. Incarico che però Ceballos ha lasciato lo scorso dicembre: poco prima aveva ammesso di essere un acceso sostenitore di Donald Trump, tanto da averlo votato in occasione delle ultime presidenziali. Il problema ovviamente non è stata la sua preferenza, ma il fatto che Ceballos, nonostante possedesse la green card e fosse dunque un residente straniero legale negli Usa, non avesse diritto di voto: secondo le autorità statunitensi, infatti, avere la "carta verde" non basta per poter votare negli States.
Un pro-Trump nelle mani dell'Ice -
In passato Ceballos ha dovuto pagare una multa di 2mila dollari per reati minori legati alla condotta elettorale: una sorta di "anteprima" di ciò che sarebbe accaduto in occasione delle ultime presidenziali negli Stati Uniti, quando il 55enne ha messo la "X" su Donald Trump pur non avendone diritto. I suoi avvocati hanno dichiarato che il proprio assistito aveva agito in buona fede: la vicenda si è poi conclusa con il patteggiamento con Ceballos che aveva poi deciso di lasciare il ruolo di primo cittadino di Coldwater. La sua gioia però è durata poco perché il Dipartimento per la Sicurezza Interna (da cui dipende l'Ice) ha rilanciato il caso, ricordando non solo l'episodio, ma anche una sua precedente condanna (risalente al 1995) per aggressione: una "scusa" evidentemente, servita all'agenzia dell'immigrazione per convocarlo a Wichita, a circa due ore da casa e da dove non è più tornato. Davanti alla struttura si sono radunate diverse persone che, mediante cartelli e slogan, chiedono il rilascio immediato di Ceballos.