Ma rimarrà in carcere

Harvey Weinstein, annullato il processo per stupro all'attrice Jessica Mann: "Giurati in stallo"

Per la seconda volta il processo a Manhattan contro l'ex re di Hollywood si è concluso con un nulla di fatto. Ma Harvey Weinstein rimarrà in cella

© Afp

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È stato dichiarato nullo il processo per stupro a New York contro Harvey Weinstein, l'ex produttore cinematografico e mogul di Hollywood che fu travolto dal movimento "Me Too". Lo ha deciso un giudice federale a Manhattan, annullando il procedimento dopo che la giuria non è stata in grado di raggiungere un verdetto. Il caso specifico prende piede dalla denuncia di una aspirante attrice, Jessica Mann, che lo ha accusato di averla violentata in una stanza d'albergo nel 2013. Weinstein rimarrà in ogni caso in carcere dato che a suo carico pendono diverse condanne per altri reati sessuali.

Lo stallo nella giuria -

 La decisione del giudice è arrivata dopo che, per una seconda volta, una giuria non è riuscita a pronunciarsi in merito a questa accusa. Al secondo tentativo, non ce l'ha fatta neanche dopo due giorni di dibattimento. Oggi il giudice Curtis Farber della Corte suprema dello Stato a Manhattan ha ordinato un nuovo processo: "È abbastanza chiaro che i giurati siano irrimediabilmente in stallo", ha spiegato. Ora toccherà al procuratore distrettuale di Manhattan, Alvin Bragg, decidere se il suo ufficio manderà a processo Weinstein per la quarta volta.

Un processo che dura da sei anni -

 Il procedimento, infatti, risale addirittura al 2020. In quell'anno Weinstein finì a processo per la prima volta e fu condannato per avere stuprato Jessica Mann. Il verdetto fu però annullato, e in un secondo processo lo scorso anno la giuria rimase in stallo sulla questione della violenza sessuale. La difesa continua a sostenere che il rapporto era consensuale. 

La testimonianza di Jessica Mann: "Gli ho detto no più volte" -

 Mann, oggi quarantenne, ha raccontato di aver conosciuto Weinstein a una festa a Los Angeles all'inizio del 2013. Lui si è interessato a lei e, ben presto, ha dimostrato che non si trattava di un interesse puramente professionale. Ha raccontato che le sue prime avance insistenti l'hanno messa a disagio, ma ha ceduto e ha deciso di instaurare una relazione con lui. Nel marzo 2013 alloggiava con un'amica in un hotel di Manhattan, quando Weinstein si è presentato in anticipo per una colazione programmata e l'ha condotta in una stanza nonostante le sue obiezioni. Mann ha sostenuto di aver chiarito di non voler avere rapporti sessuali con lui: "Ho detto no più e più volte, e ho cercato di andarmene". Secondo quanto ha testimoniato in aula, Weinstein le ha impedito di andarsene e le ha afferrato le braccia. Spaventata, ha smesso di protestare, ha assecondato le sue richieste di spogliarsi, e si è sdraiata sul letto mentre lui andava in bagno. A quel punto lui l'avrebbe violentata.

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