Si segue la pista familiare sul duplice omicidio di Pietracatella, il paesino in provincia di Campobasso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte per avvelenamenti di ricina nei giorni a ridosso di Natale. Gli interrogatori si sono concentrati sui parenti delle famiglie Di Vita e Di Ielsi e delle 4-5 persone sospettate, due sono particolarmente attenzionate. "È proprio un omicidio" ha dichiaro la zia di Antonella Di Ielsi alle telecamere di "Dentro la Notizia".
La donna racconta di non aver "mai sentito parlare della ricina prima" e azzarda a dire che non è stato un caso che sia arrivata sulla tavola della famiglia ma che forse "è stato un qualcosa di programmato". Gli inquirenti hanno interrogato anche don Stefano Fracassi, il parroco di Pietracalla, perché ritengono possa essere una figura chiave per le indagini: è infatti con lui che Antonella scelse di confidarsi lo scorso 25 dicembre, nel momento in cui la figlia Sara aveva iniziato a manifestare i primi malesseri. La Procura spera che tra le confidenze della donna, raccolte dal parroco, ci siano degli indizi, come possibili tensioni o la ricostruzione dei rapporti familiari.
"Antonella frequentava la parrocchia insieme alla figlia. Magari il parroco potrebbe sapere qualcosa, può darsi si sia confidata" ha aggiunto la zia della donna. "Nessuno vuole dire la verità, c'è qualcuno che sa, ma non parla" conclude.