Re carlo solo al 230° posto

Londra, i super ricchi lasciano il Regno Unito: 111 miliardari trasferiti all'estero

Nella nuova classifica del "Sunday Times" resistono gli Hinduja, mentre cresce il peso dei magnati delle criptovalute e dei finanziatori della destra populista

© afp-istockphoto

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La stretta fiscale del governo Starmer svuota Londra e il Regno Unito scopre di non essere più il paradiso preferito dei grandi patrimoni. La nuova edizione della Rich List del Sunday Times che fotografa i 350 uomini e donne più facoltosi del Paese, racconta un fenomeno che scuote la City e allarma il mondo finanziario britannico: la fuga dei super ricchi. Secondo la classifica 2026, ben 111 cittadini britannici hanno lasciato la capitale inglese. Un numero senza precedenti, attribuito direttamente all'inasprimento fiscale voluto dal governo laburista guidato da Keir Starmer e dalla cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves. Nel mirino la riforma che ha cancellato gli ultimi vantaggi per i cosiddetti non-dom, i residenti stranieri che godevano di un regime fiscale privilegiato.

La conseguenza è stata una rapida fuga di capitali verso Paesi considerati più convenienti dal punto di vista tributario (compresa l'Italia, dove Milano diventa via via più attraente per i grandi patrimoni). Un segnale che, secondo diversi osservatori finanziari, rischia di indebolire la competitività internazionale di Londra proprio mentre la City prova ancora a ritrovare slancio dopo gli anni turbolenti della Brexit. In cima alla graduatoria restano saldamente gli Hinduja, la famiglia britannica di origine indiana che continua a dominare la classifica con un patrimonio stimato in 38 miliardi di sterline. Dopo la morte del patriarca Gopi Hinduja, il controllo dell'impero familiare è passato agli eredi Sanjay e Dheeraj, che hanno ulteriormente consolidato le attività del gruppo.

Alle loro spalle confermano il secondo posto i fratelli David e Simon Reuben, finanzieri londinesi di origini indo-iracheno-ebraiche, con una fortuna vicina ai 28 miliardi di sterline. Nessuna novità nemmeno sul terzo gradino del podio, occupato ancora da Len Blavatnik, imprenditore nato nell'ex Unione Sovietica e naturalizzato britannico-americano, il cui patrimonio supera i 26 miliardi di pound.

La vera sorpresa della classifica arriva però dal mondo delle criptovalute. Al sesto posto debutta Christopher Harborne, imprenditore delle crypto con oltre 18 miliardi di sterline accumulati e una lunga residenza in Thailandia, da dove gestisce i suoi interessi economici. Harborne è noto anche per il suo sostegno politico a Nigel Farage e al partito Reform UK. Una maxi donazione da 5 milioni di sterline all'ex leader euroscettico è finita sotto la lente delle autorità britanniche incaricate di vigilare sulla trasparenza della politica.

Tra i nomi più celebri compare anche re Carlo III. Il sovrano britannico continua a salire nella graduatoria dei grandi patrimoni personali: quest'anno ha guadagnato otto posizioni, raggiungendo il 230° posto. La sua ricchezza privata è aumentata di circa 40 milioni di sterline, toccando quota 680 milioni di pound, pari a circa 780 milioni di euro. Dietro i numeri della Rich List emerge così un Regno Unito sempre più diviso tra la necessità di aumentare il gettito fiscale e il rischio concreto di perdere pezzi importanti della propria élite economica. Una tensione destinata a pesare non solo sui mercati.

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