La prima posizione in Europa con il 65% della circolarità dei materiali ma anche la più dipendente dall'estero per le materie prime che scarseggiano sul territorio nazionale. È quanto emerge nel rapporto sull'economia circolare in Italia del 2026, appena presentato a Roma, nella conferenza nazionale sull'economia circolare, in collaborazione con l'Enea e la Fondazione futuro sostenibile, che mostrano la realtà odierna con numeri e statistiche.
L'85,6% dei rifiuti che sono gestiti vengono riciclati, contro una media del 41,2 della Spagna, del 54,7 della Francia e del 52,33 della Germania. Primo posto anche per la produttività delle risorse, tra le grandi economie europee, con 4,7 euro contro gli appena 3 euro al chilo della media comunitaria. Primato anche sul riciclo degli imballaggi con il 76,7 del 2024 contro il 67,5 degli altri.
L'Italia però diventa fanalino di coda per le materie prime trasformate perché la dipendenza dall'estero sta raggiungendo livello di insostenibilità. Lo scorso anno la spesa per le importazioni di materiali ha sfiorato i 600 miliardi di euro, con un aumento del 23,3 rispetto al 2021. Il costo dei metalli è cresciuto del 18% e rappresenta il 40% dell'intero volume delle importazioni.