Ai giovani: "Non siete algoritmo"

Papa Leone XIV agli studenti della Sapienza: "La guerra ci acceca, non chiamate difesa un riarmo pericoloso"

Il pontefice ha lanciato un allarme sulle intelligenze artificiali e ha spronato i giovani a modellare il futuro al grido "mai più la guerra"

"Il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare". È questo uno dei cuori pulsanti del discorso tenuto da papa Leone XIV all'università La Sapienza di Roma. Accolto con una ovazione da una cappella universitaria, dopo un breve momento di preghiera con il cappellano e con gli studenti, il pontefice si è rivolto ai giovani: "I viali della città universitaria sono attraversati quotidianamente da tanti giovani, abitati da sentimenti contrastanti. Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza che, anche in un mondo travagliato e segnato da terribili ingiustizie, vi consente di sentire che il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare". Ha poi aggiunto: "Gli studi che fate, le amicizie che sorgono in questi anni e l'incontro con diversi maestri del pensiero sono promessa di ciò che può cambiare in meglio noi stessi, prima ancora che la realtà attorno a noi". Dopo il discorso nell'Aula Magna dell'ateneo, il pontefice visiterà la mostra sui papi alla Sapienza e concluderà la sua visita con un saluto dalla scalinata del Rettorato.

Leone ai giovani: "Non siamo un algoritmo, troppi giovani stanno male" -

 "Dell'inquietudine esiste anche un volto triste: non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male. Per tutti ci sono stagioni difficili; qualcuno però può avere l'impressione che non finiscano mai. Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni", ha continuato il pontefice. "È la menzogna pervasiva di un sistema distorto, che riduce le persone a numeri esasperando la competitività e abbandonandoci a spirali d'ansia. Proprio questo malessere spirituale di molti giovani ci ricorda che non siamo la somma di quel che abbiamo. Noi siamo un desiderio, non un algoritmo!". Ha poi lanciato un'ultima sfida ai giovani: "Occorre passare dall'ermeneutica all'azione: così poco considerati da una società con sempre meno figli, testimoniate che l'umanità è capace di futuro, quando lo costruisce con sapienza".

Il Papa ancora contro la guerra: "Difesa? No, riarmo che aumenta tensioni" -

 "Nell'ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme". Così papa Leone XIV ha cambiato argomento, parlando del delicato momento geopolitico attuale: "Non si chiami "difesa" un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune. Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e l'applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile affinché non deresponsabilizzino le scelte umane". Il pontefice ha poi lanciato una provocazione: '"Che mondo stiamo lasciando? Un mondo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra". Ha citato ucraina, Libano, Gaza e Iran come luoghi in qui "la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento".

Leone cita Paolo VI: "Mai più la guerra, inquina la ragione" -

 Proprio per questo, il pontefice ha esortato "lo studio, la ricerca, gli investimenti" ad andare "nella direzione opposta: siano un radicale sì alla vita. Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia". Il mondo di oggi è invece abitato da un costante "inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale. La semplificazione che costruisce nemici va allora corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria. Il dramma del Novecento non va dimenticato. Il grido "mai più la guerra" dei miei predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione italiana, ci sprona a un'alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali".

Il saluto alla Sapienza: "Polo d'eccellenza aperto a tutti" -

 "Ho accolto con grande gioia l'invito. La vostra università si caratterizza come polo d'eccellenza in diverse discipline e, al contempo, per il suo impegno in favore del diritto allo studio, anche di chi ha minori disponibilità economiche, delle persone con disabilità, dei detenuti e di chi è fuggito da zone di guerra", ha detto papa Leone esordendo e citando come esempio "l'apertura del corridoio umanitario universitario dalla Striscia di Gaza". "È dunque importante per me - ha continuato - potervi incontrare. Con cuore di pastore vorrei rivolgermi dapprima agli studenti e poi ai docenti". 

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