Il frontman dei Modà, Kekko Silvestre, ha annunciato che il concerto del 30 giugno all'Allianz Stadium di Torino sarà spostato all'Inalpi Arena nella stessa data. Senza giri di parole, il cantante ha spiegato ai fan i motivi di questa scelta: "Sono qui per darvi una notizia che probabilmente non vi farà piacere. Riguarda la data di Torino, allo stadio. Purtroppo per motivi tecnico-logistici dovuti… No, non è vero, siccome non abbiamo venduto abbastanza biglietti, la data all’interno di una struttura così grande è meglio evitarla".
La confessione di Kekko -
Il cantante ha ammesso senza filtri l'errore di valutazione nella scelta della venue: "Probabilmente per un peccato di presunzione, dopo il bagno di folla dell’anno scorso a San Siro, ho pensato che ce l’avremmo fatta anche quest’anno, e invece le cose non sono andate proprio così". Un messaggio che ha raccolto la stima di molti fan sui social, che hanno apprezzato la sua onestà.
Kekko si è poi soffermato su un aspetto a lui caro: la tutela di tutti coloro che avevano già acquistato il biglietto e organizzato il viaggio. "Mi fa molto piacere che la data non sia stata annullata soprattutto per le persone che da dicembre hanno già comprato i voli e prenotato gli alberghi, così non perderanno questi soldi perché i soldi sono soldi, soprattutto quando si tratta di famiglie che arrivano da fuori", ha detto il cantante.
Cosa cambia -
Con il passaggio all'Inalpi Arena, il concerto dei Modà si terrà, innanzitutto, non più all'aperto ma al chiuso, in uno spazio più raccolto, dove il pubblico sarà più vicino al palco. Dai 40 mila posti dell'Allianz Stadium si passerà ai 18 mila dell'Inalpi Arena e la scaletta, ha assicurato Kekko, resterà invariata.
Non il primo caso -
I Modà non sono di certo i primi a trovarsi in questa situazione. Nel 2019 se n'era già accorto Luciano Ligabue, che raccontava sui social che: "L'affluenza di pubblico è inferiore alle previsioni dell'agenzia". Anche Anastasio l'anno scorso dovette annullare due date per lo stesso motivo. Un fenomeno che prende il nome di "blue dot fever", "febbre dei biglietti invenduti" e che ha coinvolto anche artisti stranieri come Post Malone e Zayn Malik.