I mercati del credito stanno affrontando una nuova fase di volatilità. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, il ritorno dei timori inflazionistici e la crescita degli investimenti legati all’intelligenza artificiale stanno modificando gli equilibri finanziari globali e aumentando l’incertezza per investitori e aziende. L’analisi pubblicata da Wellington Management evidenzia come il contesto sia diventato più complesso rispetto all’inizio dell’anno. Tuttavia, dopo mesi di valutazioni molto compresse, il mercato del credito torna a offrire opportunità di rendimento considerate più interessanti.
IL CONFLITTO CON L’IRAN SPINGE I RISCHI DI STAGFLAZIONE
Uno dei principali fattori di pressione resta il conflitto con l’Iran. L’aumento dei prezzi energetici rischia infatti di alimentare una nuova fase di stagflazione, combinando crescita economica debole e inflazione persistente. Mahmoud El-Shaer, fixed income portfolio manager di Wellington Management, sottolinea che “il conflitto con l’Iran rappresenta un impulso stagflazionistico”, soprattutto per gli effetti indiretti sui prezzi e sulla politica monetaria. Secondo l’analisi, le banche centrali potrebbero quindi rallentare il percorso di riduzione dei tassi. La Banca Centrale Europea potrebbe mantenere una linea prudente per evitare nuove pressioni inflazionistiche, con il rischio di condizioni finanziarie più restrittive per famiglie e imprese.
WELLINGTON: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CAMBIA GLI EQUILIBRI
Accanto ai rischi geopolitici, l’intelligenza artificiale continua a rappresentare il principale motore di trasformazione economica. Gli investimenti in infrastrutture digitali, data center ed energia stanno sostenendo la domanda di finanziamenti e aumentando le emissioni obbligazionarie, soprattutto negli Stati Uniti. Lo studio stima che entro il 2030 la capacità globale dei data center potrebbe raggiungere 331 GW, con investimenti cumulati pari a circa 18 trilioni di dollari. Questo ciclo di spesa sta favorendo settori come tecnologia, utility e infrastrutture energetiche. Allo stesso tempo cresce la selettività del mercato. Le aziende con modelli di business meno solidi o troppo esposti ai cambiamenti tecnologici stanno subendo pressioni maggiori. Il comparto software SaaS, ad esempio, è tra quelli che stanno vivendo una revisione delle valutazioni a causa della rapida evoluzione dell’IA generativa.
CRESCONO LE ATTENZIONI SUL CREDITO PRIVATO
L’analisi mette in evidenza anche le fragilità di alcuni segmenti del credito privato, in particolare del direct lending. Negli ultimi anni il settore è cresciuto rapidamente grazie alla forte domanda di rendimento e al minore peso del credito bancario tradizionale. Secondo Wellington, però, l’espansione del mercato ha portato anche a standard di finanziamento meno rigidi e a una minore trasparenza delle valutazioni. Le criticità riguardano soprattutto i comparti più esposti ai cambiamenti introdotti dall’intelligenza artificiale. Pur non considerando il rischio sistemico, la società ritiene possibile un irrigidimento delle condizioni di finanziamento, soprattutto per le imprese con rating più bassi o maggiore leva finanziaria.
PIÙ RENDIMENTI, MA SERVE MAGGIORE SELEZIONE
In questo scenario, il mercato del credito potrebbe offrire rendimenti più elevati rispetto agli ultimi anni, ma con una volatilità maggiore. Gli spread più ampi e il ritorno di condizioni più favorevoli sulle nuove emissioni stanno migliorando il rapporto rischio-rendimento per gli investitori più selettivi. Wellington suggerisce di privilegiare società con flussi di cassa stabili e business difendibili, mantenendo un approccio prudente nei settori più ciclici. Particolare attenzione viene riservata al credito investment grade europeo, considerato più difensivo in uno scenario di rallentamento economico e forte trasformazione tecnologica. Per il mercato obbligazionario globale si apre quindi una fase diversa rispetto agli ultimi anni. La combinazione tra geopolitica, inflazione e rivoluzione tecnologica sta aumentando la dispersione tra vincitori e perdenti, rendendo la capacità di selezione sempre più centrale per gli investitori.