È UN 22ENNE

Omicidio a Taranto, fermato il sesto componente della baby gang | L'altro maggiorenne non risponde al gip

Un 15enne avrebbe confessato di essere stato lui a sferrare i fendenti mortali all'addome di Sako Bakari 

A cinque giorni di distanza dall'aggressione costata la vita a Sako Bakari, il 35enne bracciante agricolo originario del Mali ucciso a coltellate a Taranto, è stato individuato e fermato anche il sesto componente della baby gang presunta responsabile della violenza. Secondo quanto si apprende si tratterebbe di un 22enne, secondo maggiorenne del gruppo, residente nel centro storico del capoluogo ionico. Il provvedimento di fermo è stato eseguito dai poliziotti della squadra mobile su disposizione della procuratrice Eugenia Pontassuglia e della sostituta Paola Ranieri. 

L'ultimo fermo -

 Secondo quanto emerge dagli atti dell'inchiesta, già nei precedenti decreti di fermo si faceva riferimento a "un sesto individuo che in quel momento era ai tavolini del bar", accusato di aver colpito la vittima con un pugno durante il pestaggio. Il nuovo fermo dovrebbe, quindi, aver completato il quadro dei presunti responsabili dell'aggressione mortale alla quale - secondo quanto si apprende - avrebbe assistito anche una ragazza che, al momento, non è indagata. 

L'accusa -

 Con l'ultimo fermo salgono, quindi, a sei gli indagati per omicidio aggravato dai futili motivi. Nei giorni scorsi erano già stati fermati un 20enne e quattro minorenni. Per il primo maggiorenne arrestato è previsto per la giornata di giovedì 14 maggio l'interrogatorio davanti al gip di Taranto, Gabriele Antonaci. Venerdì 15, invece, toccherà ai quattro minori, che compariranno davanti al gip Paola Morelli. 

L'omicidio -

 Il 35enne bracciante agricolo originario del Mali è stato ucciso con tre coltellate all'alba del 9 maggio nei pressi di piazza Fontana, città vecchia di Taranto. Secondo alcune ricostruzioni Bakari, sarebbe stato assalito dalla baby gang mentre stava circolando a bordo della sua bicicletta. A quel punto che avrebbe tentato di cercare rifugio all'interno di un bar ma gli sarebbe stato intimato di uscire. Una volta fuori dal locale si sarebbe consumata la furia omicida del branco. Un 15enne avrebbe confessato di essere stato lui a sferrare i fendenti all'addome della vittima.

Il 20enne: "Arrivato dopo l'accoltellamento" -

 Il maggiorenne arrestato nei giorni scorsi è comparso davanti al gip ma, a quanto si apprende, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Ciononostante, avrebbe rilasciato una breve dichiarazione spontanea professando la sua innocenza e sostenendo di essere arrivato sul posto quando la vittima era già stata accoltellata e di non aver partecipato ad alcun pestaggio. 

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