Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati, ha annunciato che un tribunale del District of Columbia, a Washington, ha sospeso le sanzioni imposte a suo carico dall'amministrazione Trump. In un post su X, Albanese ha riferito che il giudice ha stabilito che "tutelare la libertà di parola è sempre nell'interesse pubblico", ringraziando la figlia e il marito "per essersi fatti avanti per difendermi, e tutti coloro che hanno fornito aiuto finora" in base alla considerazione che "insieme siamo Uno".
L'annuncio di Francesca Albanese su X -
"Un tribunale statunitense ha sospeso le sanzioni contro di me!", scrive in un post su X Francesca Albanese, pubblicando il documento. "Come ha detto il giudice: 'Proteggere la libertà di parola è sempre nell'interesse pubblico'. Grazie a mia figlia e a mio marito per essersi impegnati a difendermi, e a tutti coloro che mi hanno aiutato finora. Insieme siamo uniti".
Le sanzioni Usa -
Annunciando le sanzioni, il segretario di Stato Usa Marco Rubio aveva accusato Albanese di antisemitismo, sostegno al terrorismo e ostilità verso Stati Uniti, Israele e Occidente, contestandole anche la collaborazione con la Cpi nelle indagini a carico di esponenti politici israeliani, tra cui il premier Benjamin Netanyahu. Le sanzioni erano state contestate in tribunale dal marito Massimiliano Cali a nome della famiglia. La relatrice ha respinto le accuse di sostegno a gruppi terroristici, sostenendo che le critiche a Israele non equivalgono ad antisemitismo. In una recente intervista la funzionaria ha dichiarato che le sanzioni hanno avuto pesanti conseguenze personali e professionali, impedendole tra l'altro l'accesso ai risparmi, ai pagamenti e ai servizi finanziari.
Chi è Francesca Albanese -
Giurista italiana in carica dal 2022 come relatrice Onu per i Territori palestinesi, Francesca Albanese ha più volte accusato Israele di "genocidio" e violazioni dei diritti umani a Gaza.