I voli per le vacanze estive non si prenotano più con grande anticipo e le compagnie, pur di riempire gli aerei, abbassano i prezzi. È quanto emerge da un'analisi de "Il Corriere della Sera" che evidenzia come l'incertezza legata alla possibile carenza di jet fuel, data dalla guerra in Medio Oriente, sta cambiando le abitudini dei viaggiatori italiani e costringendo le compagnie aeree a rivedere le strategie sui prezzi. Sempre più passeggeri, infatti, stanno rinviando la prenotazione delle vacanze estive per paura di ritrovarsi con voli cancellati o con collegamenti ridotti all'ultimo momento. E così, mentre i vettori low cost continuano a rassicurare sul regolare svolgimento della stagione estiva, dietro le quinte stanno abbassando sensibilmente le tariffe.
Secondo Andrea Giuricin, intervistato da TgCom24, docente universitario esperto di trasporti e Research fellow dell’Istituto Bruno Leoni, il fenomeno si spiega con le dinamiche di mercato: “L'offerta resta sostanzialmente stabile, senza un aumento significativo delle cancellazioni, mentre la domanda appare più debole anche per effetto dell'allarmismo delle ultime settimane. Di fronte a una domanda che rallenta e a un'offerta che rimane ampia, i prezzi scendono”.
L'analisi condotta dal quotidiano evidenza come nelle principali tratte nazionali e internazionali ci sia un calo molto netto dei prezzi rispetto a due mesi fa, con riduzioni che in alcuni casi superano il 70%. Le società del comparto parlano apertamente di clienti "più prudenti" e di una finestra di prenotazione sempre più corta. Chi deve partire tende ad aspettare gli ultimi giorni prima di acquistare il biglietto, alimentando così una corsa agli sconti soprattutto tra le low cost. Così, da una parte compagnie low cost cercano di rassicurare i passeggeri e li invitano a comprare subito sostenendo che i prezzi siano destinati ad aumentare, dall'altra però sulle piattaforme di prenotazione le tariffe continuano a scendere, anche in pieno periodo di alta stagione.
Secondo Giuricin, nel medio periodo i rincari restano possibili. "Il carburante pesa fino al 40% dei costi delle compagnie ed è aumentato in modo significativo, passando da circa 750 a quasi 1.500 dollari a tonnellata metrica. Nel breve periodo però la domanda debole sta spingendo i prezzi al ribasso, mentre nella seconda parte dell’anno le tariffe potrebbero tornare a salire".
Voli nazionali ed europei: dove i prezzi sono crollati -
Per effettuare l'analisi, è stato confrontato il prezzo più basso disponibile l'11 maggio rispetto a quello di due mesi fa sulla stessa rotta. Le date di viaggio scelte sono state il 24 luglio (l'andata) e il 30 luglio (il ritorno), in corrispondenza di uno dei picchi principali negli spostamenti. Sui collegamenti domestici il caso più emblematico è quello della Roma Fiumicino-Catania, la rotta più trafficata d'Italia: chi aveva acquistato il viaggio due mesi fa spendeva circa 90 euro per andata e ritorno, mentre oggi può essere trovata intorno ai 54 euro, con un taglio del 40% evidenzia Il Corriere della Sera. Prezzi in discesa anche sulla Roma-Palermo e sulla Milano Malpensa-Catania, ma lo "sconto record" va alla tratta Torino-Palermo: da 120 euro a circa 66 euro, quasi il 45% in meno. Ancora più forti i ribassi sui collegamenti europei. Ribasso del 17% per la tratta Roma Fiumicino-Madrid (da 113 a 94 euro), ma il dato più sorprendente riguarda Lisbona: per volare dalla Capitale al Portogallo si è passati da 221 euro a soli 81 euro, pari a un taglio del 63%. Il record tra le tratte analizzate è però quello della Bergamo-Madrid, precipitata da 244 a 72 euro, con una riduzione vicina al 71%. Numeri che fotografano la difficoltà delle compagnie nel riempire gli aerei con il consueto anticipo.
Le compagnie provano a rassicurare i viaggiatori, senza successo -
Per evitare un ulteriore rallentamento delle prenotazioni, le compagnie stanno cercando di rassicurare i passeggeri sulla regolarità dei voli estivi. Il messaggio lanciato soprattutto dai vettori low cost è chiaro: non ci sarà alcuna ondata di cancellazioni legata alla disponibilità di carburante. "Comprendiamo che gli eventi globali possano influire sulla fiducia dei viaggiatori in questo momento, ma crediamo che tutti abbiano il diritto di prenotare voli e vacanze con serenità", ha dichiarato al Financial Times l'amministratore delegato di easyJet, Kenton Jarvis. Nel frattempo Ryanair e Wizz Air continuano invece a sostenere che i prezzi siano destinati a salire e invitano i clienti a bloccare subito le tariffe. Ma il rallentamento delle vendite registrato nelle ultime settimane sta producendo l'effetto opposto, con sconti molto aggressivi anche per il periodo di picco di luglio e agosto. A tal proposito, Giuricin spiega che allo stato attuale le cancellazioni restano limitate e l’allarme è spesso sovrastimato: "Bisogna fare attenzione all'allarmismo, che rischia di ridurre ulteriormente la domanda e peggiorare la situazione delle compagnie".
Ma se il costo del carburante dovesse continuare a salire? -
Se però il costo del carburante dovesse restare elevato o aumentare, Giuricin spiega che "le conseguenze potrebbero essere tre: prezzi più alti, riduzione delle frequenze o cancellazione delle rotte meno profittevoli e, nei casi estremi, difficoltà finanziarie per alcune compagnie", citando come esempio il recente fallimento della storica Spirit Airlines.
I commissari europei: "Ora non c'è carenza, in futuro..." -
A fare il punto sulla situazione è stato il commissario europeo all'Energia, Dan Jorgensen, al termine del Consiglio energia informale a Cipro. "Non ci aspettiamo problemi gravi di sicurezza dell'approvvigionamento nel breve termine ma non possiamo escludere che ci saranno nel lungo termine", ha spiegato, precisando che molto dipenderà dall’evoluzione della situazione in Medio Oriente e dalla reazione dei mercati. Sulla stessa linea anche il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, che ha escluso al momento segnali di carenza di carburante per aerei in Europa: "Attualmente il 70% del carburante per le compagnie aeree viene prodotto all'interno dell'Ue e solo il 20% viene importato dai Paesi del Golfo, quindi finora non c'è carenza". Secondo Tzitzikostas il problema principale, almeno in questa fase, riguarda soprattutto l'aumento dei prezzi del carburante: "Questo porta parecchie compagnie aeree a cancellare viaggi pianificati che non sono più economicamente sostenibili".
Air India annuncia: "Rotte internazionali ridotte tra giugno e agosto" -
Uno scenario, quello dei rincari del jet fuel, che colpisce non solo le low cost. Air India ha annunciato che taglierà alcune rotte internazionali tra giugno e agosto, in risposta alle restrizioni dello spazio aereo in alcune regioni e ai prezzi record del carburante. L'obiettivo, dichiarato dalla compagnia, è di "migliorare la stabilità della rete e ridurre i disagi dell'ultimo minuto per i passeggeri". Le modifiche riguardano una trentina di tratte e comprendono anche l'Europa. In particolare, alcuni collegamenti saranno temporaneamente sospesi, mentre in altri casi saranno ridotte le frequenze, tra cui quelle delle tratte Nuova Delhi-Milano e Nuova Delhi-Roma, che passeranno da cinque a quattro voli settimanali. Air India ha assicurato la massima assistenza ai clienti le cui prenotazioni sono interessate dalle cancellazioni, offrendo loro, a seconda dei casi, la possibilità di riprogrammare il viaggio su voli Air India alternativi, di cambiare gratuitamente la data o di ottenere un rimborso completo.