Il mal di pancia è un problema che riguarda oltre 9 italiani su 10, ma più della metà non si sente sicuro nel gestirlo in autonomia: a dirlo è un’indagine condotta dalla Società Italiana di Farmacia Clinica. Il quadro che emerge è quello di un orientamento crescente verso il self care, testimoniato anche dalle 55mila ricerche medie mensili su Google In Italia legate al mal di pancia negli ultimi sei mesi, in cui si cerca di interviene rapidamente senza avere però gli strumenti corretti per farlo.
Cosa dice il sondaggio -
Oltre il 93% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto almeno un episodio di mal di pancia nell’ultimo anno, mentre 4 su 10 soffrono di episodi ricorrenti e per più di un terzo il problema impatta sulla qualità della vita. Con l’espressione “mal di pancia” però non ci si riferisce a una condizione unica, ma a un contenitore che racchiude diverse esperienze: dolore crampiforme, gonfiore, diarrea, bruciore gastrico. E anche le cause percepite riflettono questa complessità, tra alimentazione e stress, spesso intrecciati tra loro.
Il progetto “Capire la Pancia” -
In questo contesto è nato il progetto “Capire la Pancia”, sviluppato da SIFAC con il contributo non condizionante di Opella, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei disturbi gastrointestinali e rafforzare il ruolo della farmacia come punto di riferimento nel self-care. “Il mal di pancia è uno di quei disturbi che tutti pensano di conoscere, ma che in realtà richiede una lettura attenta, perché dietro una definizione apparentemente semplice possono esserci condizioni cliniche molto diverse tra loro. Il farmacista diventa quindi una figura chiave per aiutare il paziente a interpretare il sintomo e orientarlo correttamente nell’individuazione dell’approccio terapeutico o, quando necessario, nell’invio al medico”, ha spiegato Corrado Giua, presidente della SIFAC.
Il ruolo del farmacista -
Dall’indagine, come detto, emerge anche che il 90% delle persone dichiara di intervenire in autonomia ma oltre la metà non si sente realmente sicura delle proprie scelte. “Le persone agiscono, ma non sempre con piena comprensione dei sintomi. La velocità della risposta spesso prevale sulla correttezza della scelta, dunque risulta fondamentale il ruolo del farmacista: capire perché un disturbo si manifesta, come prevenirlo e quando è necessario rivolgersi al medico”, ha aggiunto Carolina Carosio, farmacista clinica e ricercatrice SIFAC.