la lezione sui social

Francesca Michielin e il manifesto contro il body shaming: "Il corpo di una donna non è un argomento pubblico"

Dalle critiche ricevute sotto il suo ultimo post Instagram fino ai casi di Emma e Arisa, il dibattito sui commenti relativi all'aspetto femminile sui social torna al centro della discussione

© Tgcom24

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C’è un momento preciso in cui la pazienza finisce e la necessità di rispondere diventa più forte del silenzio. È quello che è successo a Francesca Michielin, che ha deciso di esporsi pubblicamente contro gli ennesimi commenti sul suo aspetto fisico ricevuti sui social. Tutto è partito da un post pubblicato su Instagram, sotto il quale alcuni utenti hanno trasformato uno spazio personale nell’ennesima occasione per giudicare il corpo di una donna. La cantante non ha scelto di ignorare. Anzi, ha risposto con parole dirette, senza filtri, denunciando un atteggiamento che continua a colpire soprattutto le donne online: il body shaming mascherato da "consiglio", da "preoccupazione" o da semplice libertà di commentare. Nel messaggio condiviso sui social, Michielin ha sottolineato come il problema non riguardi solo lei, ma soprattutto le ragazze più giovani che leggono quotidianamente questo tipo di osservazioni.

Le reazioni dei followers e la denuncia - Alcuni utenti avevano criticato il suo fisico dopo averla vista in video con un look estivo. Commenti apparentemente banali, ma che riportano a una dinamica molto più ampia: l’idea che il corpo femminile sia costantemente sottoposto a valutazione pubblica. "Io potrei essere in forma come no, avere cinque chili in meno o dieci in più per mille motivi personali", ha replicato piccata l’artista, ribadendo che il punto non è il peso, ma il diritto ancora troppo diffuso — di sentirsi autorizzati a commentare il corpo di una donna. Non è la prima volta che Francesca Michielin affronta temi legati alla pressione sociale, all’identità e alla libertà femminile. Anche il suo recente percorso musicale sembra muoversi nella stessa direzione, con brani che parlano di aspettative, ruoli imposti e bisogno di autodeterminazione.

Il body shaming - Il body shaming non riguarda mai davvero il corpo. Riguarda il controllo, la convinzione che l’aspetto di una donna sia automaticamente aperto al dibattito collettivo. E' una forma di giudizio o derisione che parte dall’aspetto fisico di una persona ma colpisce ovunque. Può manifestarsi attraverso commenti sul peso, sulla forma del corpo, sull’altezza, sulla pelle o su qualsiasi caratteristica estetica considerata “fuori standard”. Succede online, nei commenti sui social, ma anche nella vita quotidiana, spesso mascherato da ironia o da falsa preoccupazione. Il problema è che questo tipo di linguaggio contribuisce a creare insicurezze, pressione sociale e un rapporto distorto con il proprio corpo, soprattutto tra i più giovani. Per questo molte figure pubbliche, tra cui Francesca Michielin, stanno scegliendo di esporsi sempre più spesso contro la normalizzazione di questi comportamenti.

I recenti casi di Emma e Arisa - Negli ultimi mesi anche Emma Marrone e Arisa sono finite al centro di commenti sul loro presunto “eccessivo dimagrimento”, diventando bersaglio di insinuazioni e polemiche social. Nel caso di Arisa, molti utenti hanno collegato la sua trasformazione fisica all’uso di farmaci dimagranti come Ozempic, costringendo la cantante a intervenire pubblicamente per smentire le accuse e chiedere di essere giudicata per la sua musica, non per il suo corpo. Anche Emma ha dovuto affrontare osservazioni simili dopo alcuni post pubblicati su Instagram, con commenti che speculavano sul suo peso e sul suo aspetto fisico. La cantante aveva già denunciato in passato il body shaming ricevuto online, ricordando quanto sia tossico trasformare il corpo delle donne in un argomento da dibattito pubblico. In un contesto come quello dei social, dove l’immagine viene consumata e commentata in tempo reale, il confine tra opinione e violenza verbale diventa sempre più sottile.

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