
Terni, bloccato l'uomo che ha aggredito la moglie a martellate su un bus
Quando ha colpito la donna l'uomo indossava il braccialetto elettronico ma se lo era poi tolto una volta sceso dal bus

È stato bloccato Mohamed El Messaoudi, l'uomo che sabato scorso ha aggredito a martellate la moglie su un autobus a Stroncone, in provincia di Terni, riducendola in fin di vita. A rintracciarlo sono stati i carabinieri nel corso delle ricerche condotte nella zona, ma anche nel resto d'Italia con un ampio spiegamento di personale e mezzi. Quando ha colpito la moglie, l'uomo indossava il braccialetto elettronico che gli era stato imposto dall'Autorità giudiziaria per precedenti episodi di violenza sempre nei confronti della moglie. Se lo era poi tolto una volta sceso dal bus, abbandonando anche il martello utilizzato per colpire.
Fermo per tentato femminicidio -
Secondo quanto appreso dall'Ansa, l'uomo, un 43enne marocchino, è stato sottoposto a fermo del pubblico ministero per tentato femminicidio pluriaggravato dalla crudeltà. Il decreto di fermo è stato firmato dal procuratore di Terni Antonio Laronga sabato scorso subito dopo l'aggressione.
La ricostruzione degli investigatori -
Secondo gli investigatori che si sono basati su una testimonianza, l'uomo ha timbrato regolarmente il proprio biglietto (acquistato in un bar della zona industriale di Stroncone) dopo essere salito sul bus a Terni, sedendosi negli ultimi posti accanto a un finestrino. Nel primo pomeriggio di sabato 9 maggio il mezzo è partito alle 13.10 dalla stazione ferroviaria cittadina, diretto a Santa Lucia di Stroncone: il muratore di origine marocchina è salito all'altezza di viale Filippo Turati, mentre a Santa Lucia di Stroncone, alla fermata accanto a un'edicola, lo ha fatto la moglie che aveva appena finito di lavorare presso la famiglia dove presta servizio come badante. Il tempo di sedersi nei pressi della seconda porta d'uscita e il marito si è alzato e avvicinato a lei: l'avrebbe afferrata per una spalla cercando di sottrarle il telefono e pochi istanti dopo, fra le urla, è iniziata una colluttazione. L'autista ha subito fermato il bus e il 43enne ha estratto il martello che aveva già con sé, iniziando a colpire con violenza alla testa la moglie: è sceso una prima volta ma dopo pochi istanti è riuscito a risalire, bloccando la chiusura delle porte, per colpire di nuovo. Poi è fuggito a piedi, liberandosi dell'utensile e del braccialetto elettronico che gli era stato imposto dall'Autorità giudiziaria dopo precedenti violenze nei confronti della donna.
Il braccialetto elettronico -
L'uomo indossava il braccialetto elettronico e ora i magistrati stanno verificando il suo corretto funzionamento. "Me se anche avesse funzionato al cento per cento la signora non avrebbe avuto scampo" ha sostenuto il procuratore di Terni, Antonio Laronga. "Perché ci avrebbe dato l'alert quando è salita sull'autobus (sul quale si trovava già il marito che lì l'ha colpita a martellate, ndr)" ha aggiunto. "Ci sarebbe stato un tempo insufficiente per le forze dell'ordine per intervenire", ha ribadito il procuratore.
"Quel bracciale è tarato su 500 metri - ha spiegato - e quindi nel momento in cui arriva l'autobus e lei sale dà il segnale alla società che gestisce questi dispositivi e questa informa le forze dell'ordine. Non ci sarebbe quindi stato il tempo materiale per intervenire. Sarebbe stato impossibile intervenire in sua difesa". Gli inquirenti stanno ora comunque verificando se dal 4 di aprile, il momento in cui ne è stata disposta l'applicazione, al momento dell'aggressione ci sono stati allarmi, se ha funzionato e come. "Vogliamo capire se questo strumento abbia fatto il suo dovere" ha concluso il procuratore.