nuovo tormentone

La rivincita del cornicione bruciato: la pizza Tokyo style conquista i social

Impasti sottili, estetica minimal e topping fusion: dal Giappone arriva la nuova tendenza che divide gli amanti della vera napoletana

Da New York a Napoli, la pizza continua a reinventarsi. Ma l’ultima ossessione gastronomica che domina TikTok e Instagram arriva da Tokyo, dove pizzaioli e chef stanno trasformando uno dei piatti più iconici al mondo in un fenomeno estetico e culturale: la "Tokyo style pizza". Video da milioni di visualizzazioni mostrano impasti sottilissimi, bordi appena bruciacchiati, ingredienti disposti con precisione quasi chirurgica e cotture che uniscono tecnica italiana e sensibilità giapponese. Il risultato è una pizza elegante, essenziale e altamente instagrammabile, capace di attirare food creator e curiosi da tutto il mondo. Il segreto? Minimalismo e precisione

La differenza con la pizza napoletana - A differenza della tradizione napoletana, alla quale si è ispirata, dove il cornicione alto e la morbidezza dell’impasto sono protagonisti, la versione Tokyo style punta su equilibrio e leggerezza. Se la pizza napoletana punta su tradizione, abbondanza e morbidezza, la Tokyo style segue una filosofia quasi opposta. L’impasto giapponese è generalmente più sottile e croccante, con un cornicione meno pronunciato rispetto a quello alto e soffice tipico di Napoli. Cambia anche l’approccio agli ingredienti: nella tradizione partenopea dominano semplicità e identità territoriale  (pomodoro, mozzarella, basilico) mentre la versione Tokyo style sperimenta accostamenti ricercati e influenze fusion, spesso legate alla cucina giapponese contemporanea: mozzarella fiordilatte e yuzu; funghi shimeji e tartufo; tonno scottato e maionese al wasabi; alghe nori croccanti e burrata. L’estetica è fondamentale: colori tenui, piatti minimal, inquadrature curate e locali dal design contemporaneo rendono ogni pizza un contenuto perfetto per i social. Anche la presentazione fa la differenza: la pizza napoletana nasce come piatto popolare e conviviale, quella Tokyo style viene invece pensata come esperienza estetica, curata nei dettagli e perfetta per essere fotografata e condivisa sui social.

TikTok spinge il fenomeno globale -  L’hashtag “TokyoPizza” ha accumulato milioni di visualizzazioni nelle ultime settimane, mentre creator internazionali documentano code davanti alle pizzerie più celebri della capitale giapponese. Molti utenti descrivono l’esperienza come “la versione zen della pizza italiana”. Secondo gli osservatori del settore food, il successo della Tokyo style pizza riflette una tendenza più ampia: il pubblico cerca esperienze gastronomiche che siano non solo buone, ma anche visivamente riconoscibili e condivisibili online.

L'ideatore - A prima vista la pizza di Susumu Kakinuma sembra una normalissima Margherita come le altre, ma no lo è. Il pizzaiolo ha appreso la nobile arte della pizza nella sua patria per eccellenza, Napoli, dove si era trasferito ormai 30 anni fa. Una volta tornato nel suo Paese, il Giappone, ha trasformato la ricetta originale in qualcosa di nuovo, di diverso, di mai visto prima. Ha cominciato a "giocare" con le farine, ha sperimentato diverse tecniche di cottura e lievitazione, fino a giungere alla sua idea di perfezione. La tenacia lo ha premiato e gli è valsa il successo. Ha fatto scuola, ha creato un nuovo standard, infatti negli ultimi decenni la capitale giapponese è diventata un punto di riferimento per gli amanti della pizza. Al primo locale di Tokyo, il Savoy nel quartiere Nakameguro aperto nel 1995, se ne è aggiunto un altro nel 2007, Seirinkan, considerata oggi una delle migliori pizzerie del mondo. Le persone si mettono in fila per ore pur di assaggiare le creazioni del pizzaiolo: nel menu ci sono solo Marinara e Margherita, ma hanno tutto un altro sapore. È infatti quella che è stata ribattezzata la Pizza Tokyo Style.

Tradizione italiana o nuova evoluzione? Il fenomeno divide gli appassionati. C’è chi considera questa interpretazione un’eccessiva contaminazione gourmet e chi, invece, la vede come una naturale evoluzione internazionale della pizza. Anche alcuni pizzaioli italiani iniziano a sperimentare elementi ispirati al gusto giapponese: fermentazioni più lunghe, ingredienti umami e presentazioni più essenziali. Segno che il dialogo culinario tra Italia e Giappone è ormai sempre più forte. Intanto, sui social, la Tokyo style pizza continua a macinare visualizzazioni. E mentre il dibattito resta aperto, una cosa sembra certa: la pizza, ancora una volta, è riuscita a reinventarsi senza perdere il suo fascino universale.

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