"E' sbagliato l'automatismo tra segretario e candidato del partito". La pensa così Guglielmo Epifani, che prende ad esempio "il resto d'Europa", dove "non si fa così. Non basta una deroga tutte le volte. Serve la norma. Se c'è una deroga, c'è sempre chi la concede, e non è onesto". Il segretario Pd dice poi di aver "forzato la mano politicamente sulla data del congresso perché rischiavamo di discutere all'infinito. Indegno per un partito come il nostro".
"Lo confermo e non cambio idea anche se i sondaggi dicono che non sono messo male. Non mi candiderò segretario perché non voglio tradire la fiducia che mi è stata data", ha aggiunto Eipifani,a Porta a Porta, rivelando di essere quotato nei sondaggi sulla segreteria del Pd al secondo posto. "Candidarmi non sarebbe serio né onesto: la mia è anche una scelta di stile a chi dice che in politica tutti sono interessati solo alla poltrona".
"Governo superi gli scogli che ha davanti" - "Io penso che a determinate condizioni il governo può andare avanti. Ma deve passare il nodo di Gordio che si chiama legge di stabilità e altri provvedimenti da prendere in corso d'anno. Se supererà questo il governo ha un orizzonte davanti", precisa.
"Mi fido di Renzi" - "Io devo stare, e voglio stare, alle parole che Renzi ha sempre detto e cioè di non voler creare problemi al governo. Io penso che non convenga neppure a lui", dice il segretario del Pd.
Più investimenti in Italia - "Passiamo il tempo a parlare di Imu e Iva e non parliamo di investimenti in Italia. Le imprese estere non investono perché sono preoccupati della giustizia civile e amminstrativa e della burocrazia".
Dopo la vittoria della Merkel - "C'è troppo peso degli interessi tedeschi nelle posizioni europee e questo penalizza paesi come il nostro che devono fare le riforme, i compiti a casa. L'austerità non basta: si risolvono i problemi se c'è più solidarietà tra Paesi", ha affermato riferendosi all'Europa e alle elezioni in Germania.