cronaca

Pedofilia, indagato si uccide

Retata dei carabinieri, mille coinvolti

Quando i carabinieri impegnati in una vasta operazione antipedofilia hanno bussato alla sua porta, lui, un 25enne di Candelo, nel Biellese, indagato assieme ad altre mille persone, non ha nemmeno risposto: ha aperto la finestra e si è lanciato nel vuoto. Per lui non c'è stato nulla da fare: è morto sul colpo. Nel corso della mattinata i militari di Asti hanno compiuto 400 perquisizioni in 54 province italiane: gli indagati sono 1.160.

L'operazione "Eurololitas", scattata all'alba, è stata coordinata dalla procura di Asti al termine di un'indagine di un anno durante la quale i carabinieri si sono inseriti in Rete fingendosi acquirenti o intermediari di materiale pedopornografico. Secondo quanto emerso dall'inchiesta, i pedofili immettevano su Internet crude immagini di pedofilia usando file apparentemente innocenti e facendoli circolare attraverso WinMx, un software normalmente impiegato per scambiarsi brani musicali. Le 1.160 persone coinvolte nell'inchiesta, tutte accusate di detenzione e scambio di materiale pedopornografico, hanno un'età media tra i 25 e i 40 anni, e sono per la maggior parte studenti o professionisti.

Alle 6.30 i militari si sono presentati anche a casa del giovane biellese per consegnargli l'avviso di garanzia ed effettuare la perquisizione: dopo aver suonato il campanello, mentre i carabinieri salivano al quarto piano dello stabile e la madre apriva la porta, il ragazzo, M.D., ha aperto la finestra. I genitori l'hanno visto e hanno tentato disperatamente di trattenerlo, ma lui si è buttato prima che padre e madre potessero raggiungerlo, davanti agli occhi dei carabinieri.

Il aveva lavorato fino a questa estate in una fabbrica di grissini di Candelo, ma poi era rimasto disoccupato. Viene descritto come un giovane che trascorreva molte ore del giorno davanti al computer.