I carabinieri ipotizzano che Andrea Sempio abbia avuto accesso ai video intimi girati da Chiara Poggi e Alberto Stasi con la presenza davanti al pc di Marco Poggi oppure in modo furtivo con quella pen drive trovata in casa della vittima e analizzata nuovamente nell'ultima consulenza informatica. È quanto emerge dalla relazione conclusiva dei carabinieri di Milano depositata con l'atto di chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco.
Al centro dell'informativa c'è il cosiddetto "soliloquio" registrato nell'auto del 38enne, una conversazione definita dagli investigatori "a tratti angosciante", dalla quale, secondo gli inquirenti, emergerebbe la consapevolezza dell'uomo non solo della situazione familiare di Chiara Poggi, ma anche dell'esistenza di immagini private che la giovane avrebbe custodito con estrema riservatezza. Secondo i carabinieri, sarebbe "certamente inquietante" il fatto che Sempio fosse a conoscenza di quei filmati, realizzati da Chiara Poggi e Alberto Stasi "riprendendo la propria intimità" e che, sempre secondo la relazione, non sarebbero mai stati condivisi con altre persone.
L'ipotesi dell’accesso al computer di Chiara -
Nella relazione si sottolinea come quei file fossero presenti nel computer della famiglia Poggi e come, a un certo punto, Chiara avesse deciso di proteggerli con una password. Una scelta che, secondo i militari, dimostrerebbe il timore che qualcuno potesse aver violato la sua privacy. Per gli investigatori, Sempio "non poteva essere a conoscenza di quei video" senza averne avuto accesso diretto. Da qui la convinzione che il materiale possa essere stato visionato attraverso il pc della vittima o tramite il supporto informatico ritrovato nell’abitazione.
Il ruolo di Marco Poggi -
Nella ricostruzione contenuta negli atti compare anche Marco Poggi, fratello di Chiara e amico di Andrea Sempio. I carabinieri ritengono che l’accesso ai file potesse essere avvenuto con la presenza dello stesso Marco Poggi, le cui dichiarazioni vengono definite "incongruenti" sul modo in cui avrebbe saputo dell’esistenza di quei video e sull'eventuale possibilità di averli visionati. L'altra ipotesi presa in considerazione dagli investigatori è che Sempio abbia agito autonomamente, approfittando dell’accesso al computer o alla pen drive all’insaputa dell’amico.
Nell'informativa i carabinieri evidenziano inoltre come sia Marco Poggi sia Andrea Sempio avessero competenze informatiche ritenute "ampiamente idonee" per accedere ai contenuti presenti nel pc. Gli investigatori ritengono "assolutamente improbabile" che il computer di Chiara Poggi venisse utilizzato soltanto per giocare. A sostegno di questa tesi viene citata anche la presenza, all'interno del pc, di un video che ritraeva lo stesso Sempio, elemento che secondo i militari dimostrerebbe come quel computer fosse utilizzato dal gruppo di amici anche per altre attività condivise.
Un nuovo capitolo nelle indagini -
Le conclusioni contenute nella relazione rappresentano un nuovo elemento nel complesso quadro investigativo sul delitto di Garlasco. L'attenzione degli investigatori si concentra ora soprattutto sui dispositivi informatici e sulle possibili modalità con cui alcuni contenuti privati della vittima possano essere stati conosciuti da persone esterne alla sfera più intima della giovane.