"L'unica persona che ha detto "guardi questa cosa finirà presto perché non c'è niente" è stata lui". È il 17 marzo 2025. Da circa tre settimane i carabinieri hanno contattato Andrea Sempio, nuovo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Il padre del 38enne, Giuseppe Sempio, è nella sua macchina con una cronista, ignaro di essere intercettato. Ripensa alle prime indagini a carico di suo figlio, quelle che avevano travolto per tre mesi la sua vita a cavallo tra 2016 e 2017. E parla dei suoi dialoghi con Mario Venditti, con parole che sembrano tradire una sorta di "insolita vicinanza" alla famiglia Sempio da parte dell'ex procuratore aggiunto di Pavia che - questa l'ipotesi della procura di Brescia - sarebbe stato pagato proprio dai genitori dell'amico del fratello della vittima per favorire l'archiviazione di quel procedimento.
Le parole di Giuseppe Sempio intercettate: "Venditti mi ha detto che sarebbe finita presto" -
"Io non so... la giustizia per me non è niente, non conta nulla...". Inizia così la trascrizione dell'intercettazione del dialogo tra Giuseppe Sempio e la giornalista, così come riportata nell'informativa dei carabinieri di Milano. "No... c'è uno solo guardi, ma glielo dico sinceramente... Venditti... che dopo che ci ha ascoltato, io ero là, mi ha detto... va beh ha fatto tutte... ha fatto tutte le domande, ho risposto, e poi mi dice "questa cosa finirà presto"... che era il gip di Pavia". Giuseppe Sempio, segnalano i carabinieri, fa confusione come in numerosi pizzini e annotazioni tra l'ex procuratore aggiunto e il gip di Pavia. Poi aggiunge: "Io non sapevo niente va beh... io... spererei insomma... però è stata l'unica persona, rispetto agli altri, che poi... dai carabinieri poi quando hanno fatto a lui il... i vari, i vari giri... è stata l'unica persona che ha detto "guardi questa cosa finirà presto, perché non c'è niente"...".
Le perquisizioni due mesi dopo e la doppia indagine -
Un paio di mesi dopo la procura di Brescia ha disposto una serie di perquisizioni e interrogatori a tappeto nelle dimore di Mario Venditti, dei Sempio e di alcuni carabinieri che facevano parte della polizia giudiziaria in supporto alla procura pavese in quel 2016-2017. Alcune annotazioni, come la nota "Venditti GIP archivia X 20-30 euro", sono entrate a pieno diritto nel fascicolo dell'indagine su Andrea Sempio così come in quella portata avanti parallelamente dalla procura di Brescia per corruzione, e in cui sono sospettati proprio Mario Venditti e Giuseppe Sempio. La famiglia Sempio è accusata di aver versato circa 50-60mila euro per ottenere l'archiviazione della prima indagine, decisa dal gip su richiesta della procura di Pavia.