Una tragedia umana per le vittime, in primo luogo, poi un duro colpo agli equilibri mondiali. Ma anche l'occasione per spostare ricchezza: i dati elaborati dal Derasat, un centro studi finanziato dal governo del Bahrein, offrono una panoramica completa di chi guadagna e chi perde nel conflitto scatenato il 28 febbraio da Usa e Israele contro l'Iran.
I Paesi che ci guadagnano -
In cima alla classifica dei beneficiari siede la Russia, con un surplus stimato di 5,2 miliardi di dollari. La combinazione dell'allentamento delle sanzioni voluto da Donald Trump e di un aumento del 50% della domanda indiana ha trasformato il conflitto in una manna per Mosca.
Gli Stati Uniti seguono a ruota: il collasso delle forniture energetiche dalla regione del Golfo ha dato nuovo slancio alla produzione di shale gas americano, generando ricavi aggiuntivi per 4,5 miliardi di dollari. Sulla stessa scia, anche Norvegia (+1,8 miliardi) e Canada (+1,2 miliardi) hanno visto crescere i propri introiti energetici. Per l'Indonesia le entrate straordinarie ammontano a 800 milioni di dollari, che non arrivano dal petrolio, ma dal carbone, tornato a essere una materia prima ambita in tutto il Sud-est asiatico.
I Paesi che pagano -
Al contrario, la Cina sopporta il costo maggiore: 16,8 miliardi di dollari in più per rimpiazzare il 40-45% del petrolio e il 13,9% dell'acciaio che importava dal Golfo, ora acquistati a prezzi sensibilmente più elevati. Il Giappone si ferma a 7,7 miliardi di dollari di spesa aggiuntiva, mentre l'India, colpita anche dalla carenza di fertilizzanti, conta un extra-costo di 6,7 miliardi. La Corea del Sud ha dovuto stanziare 5,4 miliardi per reperire altrove petrolio ed elio. L'Eurozona chiude la lista con 4,2 miliardi di dollari in più spesi, in gran parte per compensare la drastica riduzione delle forniture di gas dal Qatar.
Cosa succede nei paesi del Golfo -
Non tutte le monarchie del Golfo sono penalizzate nella stessa misura. Arabia Saudita ed Emirati Arabi stanno lavorando attivamente per aggirare lo Stretto di Hormuz. Riyadh ha già portato al massimo (circa 7 milioni di barili al giorno) la capacità della pipeline East-West, una infrastruttura strategica in quanto attraversa la penisola arabica e scarica il greggio nei porti sul Mar Rosso. E come racconta il "Corriere della Sera", sarebbe ripartito il dialogo tra Arabia Saudita e Houthi per assicurarsi la navigabilità dello Stretto di Bab el-Mandeb, e a rafforzare la cooperazione con gli Emirati, nonostante le tradizionali rivalità tra i due Paesi.
Le aziende a cui la guerra rende bene -
A livello aziendale, sono tre i settori dominano il panorama dei guadagni. Nel comparto dell'energia, le multinazionali europee sono quelle più avvantaggiate. BP ha visto i profitti raddoppiare nel primo trimestre 2026, raggiungendo 3,2 miliardi di dollari. Shell ha registrato utili per 6,92 miliardi e TotalEnergies per 5,4 miliardi, entrambe sopra le aspettative. ExxonMobil e Chevron non hanno invece migliorato i risultati rispetto all'anno precedente, ma gli analisti prevedono una risalita nel corso dell'anno. In Italia, Eni ha chiuso il trimestre con un utile operativo di 3,54 miliardi di euro e una crescita della produzione del 9%. Crescono anche le rinnovabili: Vestas, Orsted e Octopus Energy segnano buone performance in Europa.
Nella compagine bancaria la volatilità dei mercati finanziari ha alimentato un'intensa attività di trading. Le sei grandi banche americane (JP Morgan, Bank of America, Morgan Stanley, Citigroup, Goldman Sachs e Wells Fargo) hanno complessivamente realizzato utili per 47,7 miliardi di dollari.
Infine la difesa. La guerra in Iran ha amplificato la domanda globale di sistemi per la difesa aerea, dai missili ai droni. Lockheed Martin, Boeing e Northrop Grumman hanno già comunicato ordinativi record nel primo trimestre. BAE Systems prevede una forte crescita. In Italia, Leonardo ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi in aumento del 6,9%, un balzo del 33,2% nel risultato operativo e ordini per 9 miliardi di euro, il 31% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.