politica

Iraq, Martino:"Darei il via libera"

Ministro precisa: "Posizione personale"

"Io darei il via libera". Il ministro della Difesa Antonio Martino non ha dubbi sull'opportunità o meno di procedere con un intervento militare contro il regime di Baghdad. "Ma questa - ha poi sottolineato - è la mia opinione, non ho titolo di impegnare il governo". Nel caso di una guerra contro l'Iraq, ha poi spiegato, l'Italia "non è tenuta" a concedere basi e supporto logistico agli Usa: "Deciderà il governo che sottoporrà la decisione al Parlamento".

Poche lapidarie parole, quelle del ministro della Difesa, ma destinate a sollevare un mare di polemiche. Intervenendo alla trasmissione televisiva Porta a Porta e confrontandosi sugli ultimi sviluppi della crisi irachena con il presidente della Quercia Massimo D'Alema, che gli chiedeva di chiarire quale fosse la posizione del governo italiano nei confronti di un eventuale attacco contro l'Iraq, Antonio Martino ha detto: "Io darei il via libera". "Questa è la mia opinione - ha subito precisato - non rappresento in questo momento l'opinione del governo".

Ma si tratta pur sempre dell'opinione del ministro della Difesa, che argomenta così il suo personale convincimento: "Abbiamo aspettato 12 anni, per 16 volte le risoluzioni dell'Onu sono state disattese e Saddam Hussein si è fatto beffe delle Nazioni Unite. Tutti i Paesi - ha detto ancora - sono dell'avviso che lasciare al suo posto Saddam Hussein, dotato di armi di distruzione di massa, sia un pericolo per la comunità internazionale". E poi, ha aggiunto Martino, al Rais iracheno "di tempo ne è stato dato ampiamente, quindi non vedo perché darne ancora dovrebbe produrre risultati diversi".

Necessario il voto del Parlamento per le basi agli Usa
Nel caso di una guerra contro l'Iraq, ha poi detto il ministro della Difesa parlando non più a titolo personale ma in base all'autorità che il suo incarico governativo gli attribuisce, l'Italia "non è tenuta" a concedere le basi e il supporto logistico agli Stati Uniti, perché si tratterebbe di un'azione militare contro un Paese terzo, situazione in cui "non valgono gli accordi Nato". "In questo caso deciderà il governo e la decisione sarà poi sottoposta al Parlamento", ha spiegato.

In altre parole, ha detto ancor più chiaramente Martino, "se un'azione militare venisse decisa contro l'Iraq a quel punto il governo dovrebbe chiedere al Parlamento di autorizzare la decisione presa". "Diverso è il caso di una richiesta dell'uso delle basi e del sorvolo dello spazio aereo in assenza di un'azione militare contro uno Stato terzo", ha sottolineato il ministro della Difesa riferendosi alle polemiche esplose in seguito alla decisione del governo italiano di concedere agli Usa il permesso di sorvolo del nostro spazio aereo, oltre all'utilizzo delle basi americane dislocate sul territorio nazionale e il supporto logistico-infrastrutturale del nostro Paese. "Quello che è accaduto finora - ha infatti voluto sottolineare - rientra negli obblighi internazionali e nella prassi dei Paesi Nato".