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Tunisia, nascono i primi figli del jihad sessuale

Alcune fondamentaliste sono state in Siria per “soddisfare i bisogni sessuali” dei ribelli islamisti

Ap/Lapresse

Arriva dalla Tunisia la conferma di una nuova frontiera dell'integralismo islamico. Il ministro degli Interni, Lotfi Bin Jeddo, ha annunciato che alcune connazionali sono rimaste incinte dopo esser rientrate dalla cosiddetta jihad sessuale tenutasi negli scorsi mesi in Siria. La pratica, denunciata da diversi attivisti e giornali musulmani, consiste nella disponibilità di fondamentaliste islamiste nel "soddisfare le esigenze sessuali" dei combattenti della milizia "Al Nusra". Come dire: la lotta al nemico occidentale passa anche con un rapporto sessuale che potrebbe dar vita a potenziali nuovi combattenti.

L’invenzione del jihad sessuale sarebbe da attribuire all’Imam conservatore Al-Arifi che però non conferma di avere scritto una fatwa sull’argomento. Quel che è certo è che questa nuova forma di lotta, apparsa su un documento circolato in diversi siti islamisti, avrebbe convinto diverse musulmane molto conservatrici a partire per la Siria.

Il termine arabo è "jihad al Nikah" ed indica un matrimonio di durata molto breve, che dura soltanto poche ore, durante il quale viene consumato l'atto sessuale. Grazie a questa attestazione formale, secondo alcuni giuristi islamici, è lecito avere dei rapporti senza infrangere nessuna regola religiosa.

Lotfi Bin Jeddo ha comunque denunciato questa pratica durante un discorso tenuto dopo una riunione dell’Assemblea Costituente, aggiungendo che “non è possibile rimanere in silenzio e non agire” per impedire che questo succeda ancora. “Queste donne hanno rapporti con 20, 30 o 100 combattenti” ha spiegato il ministro che ha cosi spiegato la stretta sui visti per il Paese di Assad. Alcuni attivisti avevano denunciato le restrizioni a questi viaggi: Lotfi Bin Jeddo ha invece voluto invece giustificare spiegando che "i nostri giovani sono in prima linea e imparano come saccheggiare i villaggi del Paese mediorientale".


L’esistenza del jihad sessuale  è stata confermata nei mesi scorsi anche dal Muftì di Tunisi, che ha criticato questa pratica in un discorso, definendola una vera e propria “prostituzione”. Secondo questa autorità religiosa "partono anche ragazzine di 13 anni per il fronte” ed è necessario fare qualcosa per fermare questo fenomeno.

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