A Quarto Grado

Garlasco, Andrea Sempio: "Non ho ucciso Chiara, il pensiero di tutti è che abbia giustizia"

"Io questo fatto atroce non l'ho commesso", il commento del 38enne letto su Rete Quattro

"Essere arrestato? Spero che non accada perché, io questo fatto atroce, non l'ho commesso". È il commento di Andrea Sempio, letto questa sera a Quarto Grado su Retequattro da Gianluigi Nuzzi, sulla possibilità di essere arrestato per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco. "È ovvio che il pensiero di tutti è che Chiara possa avere verità e giustizia. A iniziare dai suoi parenti che ancora, dopo 20 anni, non vedono la parola fine relativamente all'aspetto giudiziario. A tutti loro va la mia vicinanza" ha detto Sempio conversando con delle persone a lui vicine. 

Dalle intercettazioni ai diari, gli elementi raccolti dagli inquirenti -

 Al centro delle nuove indagini ci sono una serie di elementi raccolti negli ultimi mesi dagli investigatori, che hanno portato la Procura di Pavia a concentrare l'attenzione su Andrea Sempio. Nelle oltre 300 pagine della relazione conclusiva vengono ripercorsi i punti più discussi della prima inchiesta del 2007 e messi a confronto con gli accertamenti più recenti, compresi approfondimenti tecnici, intercettazioni, messaggi e consulenze investigative. Secondo gli inquirenti, il quadro indiziario sarebbe composto da diversi tasselli: dalle analisi genetiche e sull'impronta "33", fino alla rilettura delle fotografie della scena del crimine e dell'autopsia di Chiara Poggi. A guidare gli investigatori l'ipotesi che il movente possa essere legato a un rifiuto da parte di Chiara nei confronti di Sempio. Nell'informativa vengono riportati anche alcuni dialoghi captati tramite intercettazioni ambientali. In particolare, i carabinieri evidenziano alcune frasi pronunciate da Sempio nella sua auto, considerate dagli investigatori rilevanti per la ricostruzione dei fatti. La difesa, però, respinge questa interpretazione. Tra gli elementi acquisiti figurano anche appunti personali annotati negli anni su alcune agende, nei quali Sempio faceva riferimento agli sviluppi giudiziari del caso e ai tentativi di riapertura delle indagini. Gli investigatori citano inoltre ricerche internet, sogni descritti nei taccuini e contenuti considerati legati a violenza, omicidi e tematiche macabre, ritenuti dagli inquirenti ulteriori indizi del suo profilo psicologico.

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