"Alibi falso"

Garlasco, svolta sullo scontrino di Sempio | Il padre intercettato con la moglie: "Lo hai fatto tu a Vigevano"

Le parole smonterebbero di fatto l'alibi fornito da Sempio già nel 2008. Secondo i carabinieri è "inverosimile" la conservazione del ticket per un anno

© IPA

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Lo scontrino è un alibi falso. Lo dicono con chiarezza, anche se con qualche condizionale, gli inquirenti nelle carte dell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Quel pezzo di carta, che l'unico indagato Andrea Sempio aveva mostrato un anno e due mesi dopo il delitto del 13 agosto 2007 e che lo avrebbe dovuto posizionare a Vigevano all'ora del delitto, non lo ha fatto lui ma la madre. Lo ha affermato il padre del 38enne, Giuseppe Sempio, in un dialogo con la moglie Daniela Ferrari, senza sapere di essere intercettato dagli investigatori: "Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu". Secondo i carabinieri, è "impossibile riscontrare con certezza" che il biglietto sia stato prodotto proprio dall'indagato e lo ritengono quindi un alibi nullo. Oltre che nullo, sarebbe anche falso perché "più probabile" - secondo gli inquirenti - che sia stato fatto dalla madre e "conservato per precostituire un alibi".

Il dialogo tra i genitori di Sempio -

 È il 22 ottobre 2025 quando Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari discutono tra loro proprio in merito al presunto alibi, che nel 2008 permise ad Andrea Sempio di svincolarsi dall'azione degli inquirenti e uscire di scena per un altro decennio. I genitori di Andrea Sempio parlano della presenza di un presunto supertestimone che, come avevano riportato diversi organi di stampa, avrebbe chiarito che lo scontrino non era stato fatto dal 38enne ma da altri. "È colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all'Andrea...Ho rovinato io la vita", si sente dire Daniela Ferrari in lacrime. Il marito prova a rassicurarla: "Ma cosa stai dicendo? Ma chiunque l'avrebbe tenuto, se tieni tutti gli scontrini del mondo.. non ricominciare ... stai tranquilla...". Lei riprende: "Adesso c'è un familiare che dice che lo scontrino non lo ha fatto né Andrea né i suoi familiari", si sente dire Daniela Ferrari durante l'intercettazione ambientale.

"Come fa ad averlo? Gliel'ha dato lui? (ride) Non so! Chi è che gliel'ha dato? Cioé, la domanda da fargli è quella lì...vabbé...estremizzare le cose che comunque poi sono cagate perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu (sospiro) secondo lui, ha detto che non lo hai fatto tu, non l'ha fatto il figlio non l'ho fatto io, e va beh! Lo avrà fatto lui! Quello lì! Ma lo avrà dato lui al figlio! Ma robe da matti... che manica di diabolici... lo scontrino... l'ha documentato! Va bene! Fammi vedere! Ma pazzesco! Un familiare! Testimoni! Escono testimoni come...". "A Garlasco ci sono più testimoni che abitanti", conclude Daniela Ferrari. Uno scambio di battute che, secondo quanto hanno annotato i carabinieri, potrebbe "finalmente fugare i dubbi residuali sulla provenienza dello scontrino".

L'alibi dello scontrino e i dubbi degli inquirenti sul "triangolo familiare" -

 Era il 4 ottobre 2008 quando, sentito per la seconda volta dagli inquirenti e a un anno di distanza dalla prima, Andrea Sempio consegna ai carabinieri il famigerato scontrino. Si tratta del ticket del parcheggio di piazza Sant'Ambrogio, a Vigevano, stampato alle 10.18 del 13 agosto. Un orario che, per via della distanza tra le due città, lo avrebbe secondo lui posto in modo definitivo al di fuori della scena del crimine. Si tratta però di un interrogatorio particolare. Di fronte alle domande dei carabinieri di Vigevano, infatti, Sempio si sarebbe sentito male tanto da rendere necessario l'intervento del 118. Poi, dopo una pausa di diverse ore, avrebbe consegnato ai militari lo scontrino. Un'azione compiuta senza che sia chiaro "se spontaneamente o su richiesta dei carabinieri", come annotano gli investigatori nelle nuove carte. Secondo la procura di Pavia, la conservazione "gelosa" di un ticket per oltre un anno è "irragionevole". E a far stridere ancora di più nella versione di Sempio sarebbe la conservazione di un ticket identico ma datato 14 agosto, che attesterebbe secondo Sempio la "reiterata visita alla libreria di Vigevano". A cui si aggiunge il fatto che tutti i movimenti di Sempio, con qualche discordanza, sarebbero ribaditi quasi identici solo "all'interno del triangolo familiare", senza che nessuno esterno a casa Sempio abbia "dato riscontro". 

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