Meraviglie d’Italia

Liguria, Cinque Terre: un mosaico di casette a picco sul mare

Piccoli borghi super caratteristici, miracolo di resilienza e di  “architettura verticale”

Le Cinque Terre sono piccoli borghi marinari liguri, super famosi e, purtroppo, altrettanto affollati di turisti, ma che meritano di essere visitati e che, con qualche accortezza, possono essere goduti e apprezzati in tutta la loro bellezza. Monterosso, Vernazza, Corniglia (l’unica “non marina”, ma tutta abbarbicata al promontorio), Manarola e Riomaggiore, sono in apparenza simili tra di loro, con il loro fitto retico di vicoli (I carruggi), le casette dai colori pastello e le scalette che salgono lungo la collina,  ma ciascuno con un’anima e una personalità propria.

MONTEROSSO - Procedendo lungo la costa da Sestri Levante verso La Spezia, Monterosso è il primo dei cinque borghi che il viaggiatore incontra: in un certo senso è la “capitale” delle Cinque Terre, nonché il borgo più grande e antico. L’abitato è diviso in due dal promontorio di San Cristoforo: da una parte il centro storico, con le sue viuzze medievali, e dall'altra Fegina, la zona moderna dove si trovano la stazione ferroviaria e le rare spiagge di sabbia di questo tratto di costa. Alla fine della spiaggia di Fegina, si trova l’iconica scultura in cemento armato chiamata “Il Gigante”, alta 14 metri che sembra sorreggere il promontorio, dedicata al dio del mare Nettuno: nonostante i danni subiti dalle mareggiate, resta il simbolo più fotografato di Monterosso. Da visitare è anche il Convento dei Cappuccini, eletto "Luogo del Cuore" dal FAI nel 2014, che domina il borgo dal Colle di San Cristoforo e al suo interno custodisce una Crocifissione attribuita a Van Dyck. Da ammirare anche la Torre Aurora, una fortezza cinquecentesca, un tempo fondamentale per avvistare i predoni turchi. Monterosso è indissolubilmente legata alla figura del poeta Eugenio Montale, il quale scrisse “Ossi di seppia” ispirandosi alle atmosfere vissute passeggiando tra i vicoli del borgo, i muretti a secco e le scogliere. Monterosso è quasi interamente pianeggiante, il che la rende la meta ideale per passeggiate anche con bambini piccoli.

VERNAZZA – È forse il borgo più celebre e più fotografato delle Cinque Terre: è l’unico dei cinque a possedere un vero e proprio porto naturale, che le conferisce fascino ed eleganza. Il cuore dell’abitato è la piazzetta principale, direttamente sul mare: qui si affaccia la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia, le cui fondamenta poggiano direttamente sugli scogli. Il borgo si sviluppa abbarbicandosi alla collina, tra “carruggi” (i vicoli strettissimi) e “arpette”, scalinate strette e ripide che salgono verso la parte alta. Qui si respira ancora la vera atmosfera di un tempo, soprattutto se si ha l’occasione di assaggiare il tipico “Tian de anciue” (tegame di acciughe) di Vernazza un piatto tradizionale a base di acciughe, patate e pomodoro, cotto al forno.

CORNIGLIA – È l’unico dei cinque borghi a guardare il mare senza toccarlo: non è quindi un borgo marinaro, ma contadino. Arroccato su una scogliera alta quasi cento metri, è circondato da vigneti terrazzati che lo rendono uno straordinario balcone naturale. Per visitare il borgo, uscendo dalla stazione ferroviaria si può utilizzare il bus-navetta che porta in centro, oppure affrontare la salita dei  377 gradini della Landarina, una scalinata mozzafiato in mattoni che offre scorci panoramici di bellezza incomparabile.  Essendo la più difficile da raggiungere, Corniglia riesce a conservare un’atmosfera più tranquilla e autentica: da ammirare ci sono, oltre ai panorami, la chiesa di San Pietro, gioiello gotico-ligure del 1334, e L'Oratorio di Santa Caterina, nella piazzetta del centro. Proseguendo lungo la strada principale si arriva al Belvedere di Santa Maria, a picco sul mare: da qui si vedono contemporaneamente gli altri quattro borghi, in un panorama di insieme che non ha uguali.

MANAROLA - È il borgo più fotografato e più affollato dai turisti, con le sue case colorate e le sue viste spettacolari. Percorrendo la passerella panoramica che costeggia il mare, si arriva a Punta Bonfiglio, il punto da cui sono scattate le foto più iconiche di Manarola. Lungo la via principale (via Discovolo) si incontra l'antica ruota del Vecchio Mulino ad acqua, recentemente restaurata, testimonianza del passato agricolo del borgo. Nella parte alta del paese è situata la chiesa di San Lorenzo, capolavoro del gotico ligure del 1338, con uno splendido rosone in marmo bianco. Sulla collina che cinge il borgo, nei mesi di dicembre e gennaio, viene allestito il celebre Presepe di Luci, la Natività più grande del mondo, che occupa l’intera collina. Manarola è il punto di arrivo della celebre Via dell'Amore, un sentiero che la collega a Riomaggiore, riaperto dallo scorso aprile. Il sentiero è pavimentato e facile da percorrere ma si può seguire solo a senso unico (da Riomaggiore verso Manarola), richiede la prenotazione e il pagamento di un biglietto.

RIOMAGGIORE - È il borgo più a levante e la prima "terra" che si incontra arrivando da La Spezia. Qui le case-torri, dipinte nei tipici colori pastello liguri, si arrampicano sulla roccia con una pendenza che toglie il fiato, e si aprono su un porticciolo che sembra un anfiteatro naturale. Il Porticciolo è il suo cuore pulsante: da qui si gode una delle viste più spettacolari, soprattutto dal molo dei battelli. Le barche dei pescatori (i "gozzi") sono spesso tirate in secca lungo la strada principale, via Colombo, a causa della mancanza di spazio. L’abitato è dominato dal Castellazzo, un maniero del 1200 che  sovrasta il borgo e che oggi è utilizzato per eventi culturali: vale la pena salirci anche solo per la terrazza panoramica con una vista spettacolare, soprattutto al tramonto. La spiaggia (di ciottoli scuri) è molto suggestiva e con acqua limpidissima. La stazione ferroviaria e l’accesso alla Via dell’Amore sono collegati al centro storico da ascensori pubblici.

COSA MANGIARE DI BUONO – Le tipicità da assaggiare durante una visita sono numerose: oltre alla classica focaccia ligure, un must imperdibile, non si devono perdere le specialità al pesto, come le trofie e le trenette; ottime le acciughe, da godere in mille modi (dalla frittura al già citato Tegame di Vernazza), i muscoli ripieni (i mitili farciti con un trito di mortadella, uova, formaggio, pane bagnato nel latte ed erbe aromatiche, e cotti nel sugo di pomodoro), il fritto misto nel cono il cibo da passeggio per eccellenza) a base di calamari, gamberi e paranza freschissima. Imperdibile è anche la farinata, una torta salata bassa e sottile a base di farina di ceci, acqua e olio, cotta nel forno a legna in grandi teglie (i testi) di rame. Infine, la Mesciua, una zuppa povera tipica della vicina La Spezia ma molto diffusa anche nei borghi, fatta con ceci, fagioli e grano farro bolliti separatamente e poi "mescolati" (da cui il nome) con abbondante pepe nero e olio a crudo. Da assaggiare è anche lo Sciacchetrà, un prezioso vino passito DOC da dessert, dolce, ambrato, con profumi di miele e albicocca secca.

SUGGERIMENTI PER LA VISITA – il primo e più importante è: dimenticare l’auto. Le Cinque Terre sono luoghi piccoli, con viabilità difficoltosa e presi d’assalto dai turisti. I parcheggi sono rari e costosissimi: il treno è più affidabile, con frequenti collegamenti turistici. Meglio evitare i mesi di luglio e agosto, in cui i borghi sono affollatissimi,  e preferire i giorni infrasettimanali. La via d’accesso migliore è dal mare, utilizzando i battelli di collegamento che partono dalle località vicine.  L’accesso alla Via dell’Amore è contingentato e deve essere prenotato. Può essere utile acquistare la Cinque Terre Trekking Card che dà accesso ai sentieri, oppure la Cinque Terre MS Card (Treno) oltre ai sentieri, permette di viaggiare liberamente sui Regionali e Regionali Veloci, alle navette e ad altri servizi.

Tutte le informazioni turistiche sono disponibili su sito: www.visitcinqueterre.eu/