"Non ho paura di essere arrestato perché io non ho fatto niente, sono innocente". Così, in diretta a "Dentro la Notizia", parla Francesco Dolci, indagato per vilipendio del cadavere e profanazione della tomba dell'ex fidanzata Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa a coltellate da Gianluca Soncin lo scorso ottobre a Milano.
Dolci spiega di aver già avviato un confronto con il suo legale per definire una strategia difensiva: "Inizieremo ad analizzare tutta la situazione. Anche perché, già dall'interrogatorio e dalla contestazione, abbiamo notato delle anomalie".
L’uomo racconta poi le ore precedenti alla notifica dell’indagine, descrivendo un clima di crescente pressione: "Sono stanco. Mercoledì avevo intenzione di recarmi presso il comando di Zogno per iniziare a verbalizzare tutte le cose che già avevo detto ai carabinieri in via informale". Dolci aggiunge di essersi sentito in pericolo: "Iniziavo ad avere paura e timore per la mia vita, perché io e la mia famiglia avevamo ricevuto minacce di morte".
Secondo il suo racconto, una volta contattata la stazione di Zogno, gli sarebbe stato indicato di presentarsi al comando provinciale dei Carabinieri, a Bergamo: "Lì mi hanno poi detto che ero indagato. Ho chiamato il mio avvocato ed è iniziato l'interrogatorio. Non me l'aspettavo".
Durante l’audizione, riferisce Dolci, le domande si sono concentrate soprattutto sui rapporti personali: "Mi hanno fatto domande rivolte al rapporto che avevo con Pamela, ai rapporti che Pamela aveva con altre persone". Parallelamente, sono state effettuate perquisizioni approfondite nelle abitazioni collegate all’uomo: "Mi hanno ribaltato tutte le case, si sono messi a smontare i camini, le stufe".