E' uscita Gympnopedie n. 1

Daniela Reboldi: "Il mio viaggio nell'anima essenziale di Erik Satie"

E' uscita sulle principali piattaforme musicali, Gympnopedie n. 1, brano apripista dell'album “Tributo a Erik Satie”  - dedicato al grande compositore e musicista francese - della pianista Daniela Reboldi.

© Ufficio stampa

Éric Alfred Leslie Satie, detto Erik, scomparso  a Parigi nel 1925, fu personaggio stravagante e scomodo, indubbio protagonista dell'ambiente artistico francese tra la fine dell'800 e l'inizio del 900. La sua attività in ambito musicale si è via via ampliata includendo anche l'interesse per altri campi, dalla pittura alla letteratura al teatro e al cinema.

“Nella sua arte sono confluiti impressionismo, simbolismo, cubismo, dadaismo, neoclassicismo, mantenendo al tempo stesso un'individualità netta e coerente in tutte le composizioni, ed è questo eclettismo e sincretismo unici che mi hanno sempre affascinato. Finalmente, ecco il ‘mio’Satie” – anticipa alla stampa la talentuosa pianista bresciana, reduce dai successi newyorkesi del riconoscimento “Maria Callas Trubite Prize NY”, assegnatole nella Grande Mela in occasione dell’ultima Festa Internazionale della Donna.

Che viaggio musicale ci dobbiamo aspettare da questo tuo album?

Un viaggio sospeso tra tempo e silenzio: questo lavoro dedicato a Erik Satie esplora l’essenza più intima e visionaria della sua musica attraverso le celebri Gymnopédies e Gnossiennes.

Le interpretazioni proposte restituiscono tutta la delicatezza e l’ambiguità poetica di queste pagine, dove la semplicità apparente nasconde una profondità emotiva sorprendente. Le linee melodiche fluttuano leggere, immerse in armonie rarefatte, creando uno spazio sonoro contemplativo, quasi ipnotico.

Cosa significa per te suonare Satie?

Si tratta di un progetto discografico importante, che non è solo una raccolta di brani iconici, ma un invito all’ascolto lento, alla riflessione e alla riscoperta di una dimensione musicale essenziale. In un’epoca dominata dalla velocità, la musica di Satie diventa un rifugio: un luogo in cui il tempo si dilata e ogni nota acquista un significato nuovo.

A chi dedichi questo album?

A tutti coloro che  cercano  bellezza, equilibrio e profondità; a coloro  che desiderano lasciarsi trasportare in un universo sonoro fuori dal tempo.

La copertina dell’album ha un significato preciso: come possiamo riassumerlo?

Il collegamento tra Satie e il colore giallo non è diretto o esplicito (come potrebbe essere per Van Gogh), ma si manifesta attraverso suggestioni sinestetiche, l'atmosfera delle sue composizioni e il suo peculiare stile di vita artistico tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Satie è spesso descritto come un “pittore musicale”. Molti ascoltatori e critici associano le sue opere più famose, come le Gymnopédies e le Gnossiennes, a colori tenui, caldi e trasparenti, tra cui sfumature di giallo pallido, ocra o oro. E poi la sua musica minimalista, semplice e ripetitiva, crea un'atmosfera che evoca immagini visive piuttosto che narrazioni drammatiche. Inoltre, Satie usava indicazioni in partitura come très luisant (“molto splendente” o “lucente”), che evocano visivamente una luce calda, spesso interpretata come un riflesso dorato o giallo.

Continua, davvero suggestivi gli accostamenti… 

Le Gymnopédies sembrano ispirate a una poesia che descrive il movimento di “atomi d'ambra” in un fuoco. L'ambra, con le sue sfumature calde che variano dal giallo al bruno, si sposa perfettamente con la sonorità struggente e contemplativa della musica di Satie. Questo fantastico pianista e compositore frequentava l'ambiente artistico parigino, incluso il famoso cabaret Le Chat Noir, immerso in un'atmosfera spesso descritta come cupa ma anche dorata. Il giallo, nel contesto della fine del XIX secolo, poteva rappresentare un'eleganza sofisticata e insolita, lontana dalle passioni cupe del Romanticismo, in linea con l'approccio subversivo e ironico di Satie.  

Il giallo, però,  è anche un colore che attira l'attenzione, spesso usato per comunicare leggerezza e vivacità. E Satie, con i suoi titoli bizzarri e le sue composizioni flaccide (Véritables préludes flasques pour un chien), usava una sorta di “ironia gialla”, ovvero brillante ma bizzarra, per sfidare le convenzioni musicali dell'epoca. Insomma, attraverso la cover dell’album il legame con Satie l'ho inteso evocativo e poetico: il giallo rappresenta la luce, il calore e la sottile, quasi impercettibile, gioia malinconica che traspare da molte opere pianistiche di questo musicista geniale.