Svolta nell'inchiesta

Chiuse le indagini sul delitto di Garlasco, la procura: "Sempio uccise Chiara con odio" | Inquirenti: "Marco Poggi ostile"

Notificata all'indagato il 415 bis, secondo i pm avrebbe ammazzato la giovane dopo un'avance rifiutata. A Milano gli atti per la revisione del processo di Stasi

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La Procura di Pavia ha chiuso le indagini sul delitto di Garlasco nei confronti di Andrea Sempio, ritenendo sia il responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007. Sempio allora aveva 19 anni ed era uno dei più cari amici del fratello della vittima. Secondo i pm, il movente sarebbe legato al rifiuto a un'avance da parte del ragazzo che, probabilmente con un martello, l'ha poi colpita almeno 12 volte. Le aggravanti contestate sono la crudeltà e i motivi abietti. La notifica della chiusura dell'inchiesta è arrivata ad Andrea Sempio. Per inquirenti, poi, il fratello Chiara Poggi, Marco, avrebbe modificato le testimonianze: "Ostile e in costante difesa di Sempio".

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A Milano gli atti per la revisione del processo di Stasi -

 Lo comunica il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, in una nota. Nel comunicato Napoleone aggiunge che "provvederà" a inoltrare alla Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, "l'atto contestato" al 38enne nel corso dell'interrogatorio del 6 maggio 2026 che è "illustrativo e riassuntivo" delle nuove prove raccolte con la riapertura delle "indagini" sul caso, sin dal 2016-2017, per valutare un'istanza di revisione della condanna per Alberto Stasi.

Com'è stata uccisa Chiara Poggi: la nuova dinamica dell'omicidio secondo la procura -

 Dopo una iniziale colluttazione, stando a quanto ha specificato la procura pavese, Sempio avrebbe colpito reiteratamente la vittima con un corpo contundente prima alla fronte e negli zigomi, facendola cadere a terra. Dopo l'avrebbe trascinata verso la porta della cantina e, l'avrebbe colpita con altri tre-quattro colpi alla testa. Successivamente avrebbe spinto - continuano gli investigatori nel documento di conclusione delle indagini - il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina dove, nonostante Chiara fosse già incosciente, l'avrebbe colpita con almeno 4-5 colpi nella regione parieto-occipitale sinistra provocando gravi lesioni cranio encefaliche. Sarebbero state queste a causare la morte di Chiara.

A Sempio è contestato l'aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione "dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto". Inoltre la procura accusa Sempio anche dell'aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale. Accuse che, se confermate in dibattimento, potrebbero comportare una condanna all'ergastolo

Quali sono le "fonti di prova", dai bloc notes alle intercettazioni -

 Fra le fonti di prova che la procura di Pavia indica a carico di Andrea Sempio ci sono anche decine di "conversazioni" intercettate dalla procura di Brescia. Queste fanno parte del fascicolo che vede indagato l'ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, con l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari per aver "ricevuto una somma indebita di denaro" per favorire Sempio chiedendone l'archiviazione il 16 marzo 2017. È ciò che emerge dalle fonti di prova che gli inquirenti pavesi hanno allegato all'avviso di chiusura indagini a carico del 38enne. Oltre a svariate intercettazioni, è elencata una lunga lista di beni sequestrati alla famiglia Sempio e agli amici del 38enne indagato. Tra questi una trentina di quaderni o bloc notes, fogli A4 sfusi, agendine ma anche numerosissimi device elettronici, hard disk e CD. 

Inquirenti: "Marco Poggi ostile e in costante difesa di Sempio" -

 Gli inquirenti che indagano sul delitto di Garlasco registrano una "modificazione" del contenuto delle testimonianze rese da Marco Poggi, fratello di Chiara, nell'arco di 18 anni e confermate fino a 2 mesi prima. Lo rende noto sui suoi profili social il Tg1, secondo cui, nelle carte dell'inchiesta, i carabinieri definiscono Marco Poggi "ostile" e alle prese con una "costante difesa d'ufficio di Andrea Sempio", di cui è da sempre amico. "Io capisco che fate il vostro lavoro - le parole di Poggi durante l'interrogatorio del 20 maggio 2025 - però in questa situazione mi state influenzando" (....) "non so cosa rispondere perché se do una risposta poi questo scrive ... omissis.... non riesco neanche a finire la frase".

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