I risultati delle verifiche

Caso Nicole Minetti, ancora nessun elemento per ribaltare la decisione sulla grazia

L'Interpol ha verificato la totale assenza di condanne o denunce a carico di Nicole Minetti e del compagno in uruguay e Spagna. Ora focus sull'adozione

© Ansa

© Ansa

Sul caso della grazia a Nicole Minetti, dopo giorni di accertamenti e indagini frenetiche che hanno coinvolto Paesi stranieri come Uruguay e Spagna, per il momento non sarebbero emersi elementi significativi per ribaltare la decisione della procura generale di Milano, confermata in ultima istanza dal Quirinale. Nonostante - e i magistrati milanesi ci tengono a sottolinearlo - le verifiche siano ancora in corso e non siano giunte alla fine, a oggi non ci sarebbero dati negativi o problematici che potrebbero mettere in crisi l'iter che ha portato all'atto di clemenza concesso lo scorso febbraio dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

L'Interpol e la fedina penale di Nicole Minetti -

 Che dall'istruttoria supplementare sul caso Minetti non sia emerso nulla, o almeno nulla di significativo, lo si evince da un semplice fatto: se fosse venuto a galla qualche elemento concreto, la procura generale milanese lo avrebbe immediatamente comunicato al ministero della Giustizia. Gli accertamenti approfonditi degli inquirenti meneghini, anche con il supporto dell'Interpol, non avrebbe però prodotto nulla di simile. Proprio la polizia internazionale negli scorsi giorni aveva concluso una prima informativa sottolineando che nel passato di Nicole Minetti, e del compagno Giuseppe Cipriani, non ci sarebbe traccia di condanne, indagini né denunce per favoreggiamento della prostituzione in Spagna e Uruguay.

Le verifiche ancora in corso: l'adozione e il "serio pentimento" -

 Sarebbero ancora in corso, invece, le indagini sulla regolarità della procedura di adozione del bimbo in Uruguay. L'intervento del presidente della Repubblica, per permettere a lei e al compagno di accompagnare il bambino da loro adottato in una serie di cure negli Usa, ha cancellato i 3 anni e 11 mesi che Minetti avrebbe dovuto espiare in affidamenti ai servizi sociali per favoreggiamento della prostituzione nel caso Ruby bis e peculato per le vicende delle "spese allegre" al Pirellone. Dovrà anche essere accertato se effettivamente Nicole Minetti si sia lasciata alle spalle la sua vita precedente con una "seria volontà di riscatto sociale".

La cautela della procura generale di Milano -

 Per esprimersi in maniera definitiva e pubblica, ovviamente, la procuratrice generale Francesca Nanni attenderanno la chiusura del procedimento, quando il quadro sarà ricomposto con tutti i suoi tasselli. Nel caso in cui dovesse emergere qualche "elemento ostativo", allora i togati potrebbero valutare di esprimere un parere favorevole alla cancellazione della grazia concessa da Mattarella alla ex consigliera lombarda 41enne.

Ti potrebbe interessare