L'anima non ha niente di spirituale. E' questa la tesi cara al premio Nobel Francis Crick, padre del Dna, che, in occasione del cinquantenario della scoperta della doppia elica, ha riacceso le polemiche sulla natura reale della spiritualità umana.
Secondo il biofisico, che nel 1962 con l'americano James Watson ha delineato il modello a spirale elicoidale a doppio filamento per la molecola di Dna, l'anima sarebbe solo il risultato di un processo neurobiologico che dipende soltanto da cellule cerebrali specializzate, come accade per le emozioni o i movimenti. Il professore di scienze neurologiche all'istituto di tecnologia della California è giunto alla scottante conclusione dopo alcuni studi su pazienti e animali con lesioni cerebrali, affetti da epilessia.
Nei casi analizzati, il Nobel sostiene di aver riscontrato una concomitanza tra i pazienti con un certo tipo di lesioni cerebrali e la loro perdita di coscienza. Secondo lo studioso le lacune cerebrali e la contemporanea assenza di coscienza dimostrerebbero il legame tra natura biochimica e sensazioni riconducibili alla coscienza di sé o all'anima stessa.
"E' ormai evidente che la coscienza nasce da reazioni biochimiche -continua poi il genista- e per la prima volta abbiamo uno schema coerente e complessivo di quello che è la coscienza in termini filosofici, psicologici e eneuronali".
Secondo la visione cattolica l'anima sarebbe il principio unificatore che distingue gli uomini dagli animali e le affermazioni dello scienziato minerebbero alla base le convizioni legate alla sua visione come promessa di vita eterna. Le parole di Crick, pubblicate sull'ultimo numero della rivista di settore "Neuroscience", hanno fatto presto il giro del mondo scatenando le reazioni del mondo cattolico sempre in lotta con le idee dello scienziato.
Il reverendo Michael Reiss, dell'Università di Londra, liquida così la teoria del biofisico: "Ha solo scoperto le componenti neurologiche della coscienza, sarebbe come dire che la cattedrale è un insieme di pietre. Evidenza innegabile, ma semplicistica e non rende l'idea". Ma le perplessità sulla certezza dei metodi d'analisi e sulla dimostrabilità del fenomeno, vengono anche dagli esperti italiani.