È morto Gianni Cervetti a pochi mesi dal suo 93esimo compleanno. Storico amico di Giorgio Napolitano ed esponente di Pci e poi Pds, fu uno dei principali protagonisti della "svolta autonoma" del partito della falce e del martello in Italia, rompendo in maniera definitiva i legami economici con l'Unione Sovietica. Cervetti fu anche tra i fondatori dell'orchestra Verdi, oggi orchestra sinfonica di Milano, di cui era presidente emerito.
Gli esordi in politica di Gianni Cervetti e il viaggio in Russia -
Nato il 12 settembre 1933 a Milano, ancora 16enne decide di iscriversi al Pci e inizia progressivamente a frequentare sempre più spesso la sede del partito. Collabora con "La voce comunista" mentre inizia gli studi di Medicina a Milano. Nel 1955 li lascia e l'anno seguente viene inviato dal Pci a studiare Economia nella Mosca di Nikita Chruscev. Proprio all'ombra di Piazza Rossa conosce Franca Canuti, che sposerà nel 1958, e sempre a Mosca nasce il suo primo e unico figlio.
L'impegno politico e amministratico, tra Pci e Lombardia -
Rientrato in Italia, assume diversi incarichi nella Cgil prima di entrare ufficialmente sul palcoscenico politico nazionale. Prima consigliere comunale a Milano, poi Enrico Berlinguer lo propone per la segreteria nazionale del Pci nel 1975. Quattro anni dopo diventa segretario regionale della Lombardia e consigliere regionale della Lombardia.Tra 1984 e 1987 viene prima eletto al Parlamento europeo poi a quello italiano.Con lo scioglimento del Partito comunista, appoggia la svolta di Achille Occhetto e aderisce al Partito democratico della sinistra.
L'impegno culturale di Gianin Cervetti -
Non solo politica. Dal 2002, quando è stato creato l'Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea, ne è il presidente. Lo stesso ruolo lo ricopre per la Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi dal 2008 al 2019, per poi diventare presidente emerito. Tra il 2001 e il 2006 è tra i componenti del consiglio di amministrazione dell’Università Statale di Milano in rappresentanza del ministero dell'Università. "Faccio fatica a credere che non sia più tra noi. La sua assenza lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che hanno avuto l'onore di conoscerlo, frequentarlo e collaborare con lui", ha commentato l'attuale presidente dell'orchestra Ambra Redaelli. Nel 2021 viene premiato con l'Ambrogino d'oro.