Armati di uno sfollagente telescopico e altre armi improprie, facevano una vera e propria "caccia all'uomo" a Roma prendendo di mira persone di origine extracomunitaria e senza fissa dimora. Cinque le aggressioni a sfondo razziale consumate in una notte da tre giovani, due dei quali appartenenti alla compagine giovanile di un'organizzazione militante nell'estrema destra. Perquisiti e denunciati dalla polizia. Uno di loro, minorenne, è stato sottoposto alla misura cautelare del collocamento in comunità.
Il modus operandi e le armi sequestrate -
Agivano nella zona della Stazione Termini muovendosi in auto. Gli obiettivi delle violenze erano persone di origine extracomunitaria e clochard, selezionate in modo del tutto casuale e al momento rimaste ignote. Per un totale di cinque gravi aggressioni, compiute nella medesima nottata. Durante le indagini sono stati rinvenuti la spranga e i capi d'abbigliamento utilizzati durante le aggressioni, un coltello, materiale propagandistico inerente all'ideologia di estrema destra, nonché una copia del "Mein Kampf" di Adolf Hitler.
Chi sono i fermati -
L'indagine condotta dagli investigatori della Digos della Questura capitolina ha consentito di risalire all'identità dei tre presunti aggressori, due dei quali appartenenti alla compagine giovanile di un'organizzazione militante nell'estrema destra. Sono stati denunciati, in concorso tra loro, per il reato di lesioni personali aggravate dall'odio razziale, nonché per porto di armi e oggetti atti a offendere.
Nei confronti del giovane minorenne, già gravato da precedenti penali inerenti all'apologia del fascismo, nonché per aver imbrattato, il 7 giugno 2025, la Sinagoga di via Garfagnana con epiteti antisemiti e il simbolo della svastica, è stata applicata la misura cautelare del collocamento in comunità.