Anche il Papa può trovarsi in difficoltà per un addetto al servizio clienti, come racconta il New York Times. Circa due mesi dopo che Robert Francis Prevost era diventato Papa Leone XIV, ha telefonato alla sua banca di Chicago, la sua città natale. Il nuovo Papa si è presentato al telefono come Robert Prevost, dicendo che voleva modificare il numero di telefono e l’indirizzo che la banca aveva in archivio, ha raccontato la settimana scorsa un suo caro amico, il reverendo Tom McCarthy, a un gruppo di cattolici riuniti in Illinois. Il Papa ha risposto correttamente alle domande di sicurezza ma la l'impiegata della banca al telefono gli ha detto che non era sufficiente: avrebbe dovuto recarsi di persona in filiale.
"Ha detto: 'Beh, non potrò farlo'", ha raccontato padre McCarthy in un video condiviso sui social, sottolineando la frustrazione del nuovo Papa. "Le ho dato tutte le risposte alle domande di sicurezza". Poi il Papa ha provato un approccio diverso: "Le farebbe differenza se le dicessi che sono Papa Leone?", avrebbe chiesto, secondo padre McCarthy. A quel punto, l'impiegata avrebbe riattaccato. Anche se guidano più di un miliardo di cattolici in tutto il mondo, anche i Papi possono trovarsi coinvolti in imprevisti di questo tipo. Come accadde anche a Papa Francesco, che nelle prime 24 ore del suo pontificato nel 2013, aveva insistito per pagare il conto dell’albergo e ritirare personalmente i propri bagagli, come gesto di umiltà.
La questione della banca è stata poi risolta grazie all’intervento di un altro sacerdote che conosceva il presidente della banca, ha detto padre McCarthy. Non si sa nulla, invece, dell’addetta al servizio clienti che ha interrotto la chiamata con il cliente più famoso della banca. "Riuscite a immaginare di essere conosciuti come la donna che ha riattaccato il telefono in faccia al Papa?", ha detto padre McCarthy, che ha conosciuto Papa Leone negli anni Ottanta a Chicago.