Parla Gianni di Vita

Campobasso, avvelenate con la ricina: il cerchio si stringe a quattro o cinque persone

Indagini in corso tra interrogatori e analisi dei dispositivi sequestrati: gli inquirenti cercano accessi e contatti nelle ore decisive del delitto

© Ansa

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Il cerchio degli investigatori si restringe: sarebbero "quattro o cinque persone al massimo" quelle su cui si concentrano i sospetti per la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina dopo Natale a Pietracatella. In Questura a Campobasso riprendono gli interrogatori delle persone informate sui fatti, mentre la squadra mobile continua a raccogliere testimonianze tra parenti e conoscenti. Intanto, dopo il sopralluogo, la scientifica non tornerà a breve nell’abitazione sequestrata. Un ruolo chiave potrebbe averlo il materiale informatico acquisito: cinque cellulari, un notebook, un tablet e due router, dispositivi che potrebbero chiarire accessi e presenze nelle ore cruciali. Quello che, al momento, resta impossibile da definire è se i nomi sono compresi o meno nell’elenco degli undici, tra familiari, conoscenti e amiche delle sorelle, "attenzionati" dopo l’acquisizione del cellulare di Alice, la figlia maggiore. 

"Non ci sono zone d’ombra" -

 "Motivi di risentimento con altri familiari? No, non ce ne sono" e nemmeno "esistevano attriti tra mia moglie e mia cugina". Così Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, ha dichiarato agli inquirenti durante un’audizione durata circa cinque ore. A riferirlo è il suo avvocato Vittorino Facciolla: "Gianni ne è certo e ha ribadito agli inquirenti di non ricordare tensioni che possano aver innescato un episodio così atroce". Il legale sottolinea anche che l’uomo "è stato puntuale nella ricostruzione degli eventi" e che "non ci sono zone d’ombra né potrebbero esserci". Nel frattempo, cresce la preoccupazione per la figlia maggiore Alice, alle prese con l'esame di maturità e ritratta come "provatissima". 

I nodi ancora da sciogliere -

 Restano però interrogativi cruciali: dove è stata reperita la ricina e come è stata sintetizzata dai semi di ricino? Gli inquirenti valutano scenari già emersi in altre indagini, tra acquisti nel dark web e manuali tecnici per l’estrazione della tossina. Elementi che potrebbero rivelarsi decisivi per individuare il responsabile del duplice omicidio.

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