ITALIAN COLLECTION

Italian Collection di Azimut a Roma: la strategia del gruppo indipendente

Dopo Firenze, Bari e Venezia, la quarta tappa dell'iniziativa arriva nella capitale per raccontare il modello di un gruppo che opera in venti Paesi e che nel 2025 ha raccolto 32 miliardi di euro

È Villa Miani, nella cornice esclusiva di Monte Mario, la location scelta da Azimut per la tappa romana di Italian Collection, l'iniziativa del gruppo pensata per unire innovazione, internazionalità e valorizzazione delle eccellenze italiane. Un format fatto di incontri riservati con gli investitori, attraverso cui Azimut racconta la propria evoluzione e rafforza la propria identità di leader indipendente presente in venti Paesi del mondo.

Dopo le prime tappe a Firenze, Bari e Venezia, Roma rappresenta il quarto momento di un percorso che proseguirà a Torino. Un viaggio che consolida il circolo virtuoso innescato da Azimut in cui il risparmio e gli investimenti privati  arrivano alle migliori imprese del tessuto produttivo italiano, spinte a diventare eccellenze.

Giuliani: "A parlare sono i risultati" -

 A dare la cornice strategica è Pietro Giuliani, Presidente di Azimut Holding, che rivendica con decisione la cifra distintiva del gruppo: l'indipendenza. "Non mi è mai capitato di ascoltare qualcuno che dicesse di non essere indipendente", osserva Giuliani. "Quello che parla sono i risultati".

E i numeri, nella sua esposizione, fanno da prova. In oltre trent'anni di attività, i clienti Azimut hanno beneficiato di un rendimento medio netto superiore di circa il 150% rispetto al capitale investito, con una performance annua di oltre un punto percentuale superiore alla media dei fondi comuni italiani. Sul fronte degli azionisti, a ventidue anni dalla quotazione il capitale investito è stato moltiplicato per venticinque volte: un dato che, ricorda Giuliani, colloca Azimut tra le migliori storie di creazione di valore della Borsa italiana.

A completare il quadro, un confronto che pesa: nel 2025 Azimut ha registrato una raccolta netta di 32 miliardi di euro, a fronte dei 38 miliardi complessivi dell'intera industria italiana delle società di gestione del risparmio. Un risultato che Giuliani attribuisce alla presenza diretta in mercati emergenti ad alta crescita e in piazze di grandi dimensioni come quella statunitense, capaci di compensare la crescita contenuta del PIL nei Paesi occidentali. "Le crisi sono sempre un'opportunità", aggiunge, richiamando la necessità di mantenere la calma e diversificare gli investimenti anche oltre i mercati tradizionali.

D'Ettorre: il global team e i pilastri dell'offerta -

 Se Giuliani disegna la visione, Matteo D'Ettorre, Amministratore Delegato di Azimut Financial Insurance e Direttore Strategico di Azimut Capital Management SGR e, entra nell'architettura del modello. Al centro c'è quello che definisce il "global team": una struttura di gestione internazionale che ricalca il business del gruppo ed è distribuita nei venti Paesi in cui Azimut opera, sviluppando un know-how trasversale che confluisce nell'offerta italiana.

Intorno a questo pilastro si innestano altre linee di servizio: la piattaforma Life, Insurance& Pension, dedicata alla previdenza, al "dopo di noi" e alla protezione dei patrimoni con soluzioni altamente personalizzate; gli investimenti in economia reale e nei mercati non quotati; l'advisory evoluta, intesa come consulenza a tutto tondo sul patrimonio, non solo finanziaria.

Un ruolo centrale lo gioca il megatrend delle infrastrutture, presidiato attraverso filoni specialistici: infrastrutture per la crescita, transizione energetica e rinnovabili, e per la sicurezza. È in questo contesto che si inseriscono Italian Collection e le Golden Dinner, definite da D'Ettorre come " momenti di importante condivisione durante i quali  consolidiamo le relazioni con i nostri migliori clienti e raggiungiamo nuovi investitori alla ricerca di opportunità di valore".

Un format che unisce eccellenze e investitori -

 Italian Collection, in questo quadro, incarna lo spirito attraverso cui Azimut porta all'evidenza la propria internazionalità e le partnership con aziende che rappresentano le eccellenze italiane nel mondo.

Da Villa Miani il percorso proseguirà a Torino, nella prossima tappa. Con un messaggio che, nelle parole dei suoi protagonisti, resta lineare: l'indipendenza come metodo, i megatrend come orizzonte, il capitale italiano come materia prima da valorizzare.