Ultimi contatti due settimane fa

Elisabetta Ferretti scomparsa nel nulla a New York, la padovana 50enne denunciò gli abusi di Jeffrey Epstein

Dal 22 aprile a New York non c'è traccia della modella e imprenditrice di Montagnana. Nel 2004 il falso provino con Epstein, da cui la giovane fuggì 

© Tgcom24

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Sono ormai due settimane che di Elisabetta Ferretti non c'è traccia. È venuta meno anche la quotidiana chiamata da New York, dove ha costruito la sua vita, ai genitori in Veneto. Il silenzio ha messo in allarme i familiari, che hanno denunciato la scomparsa alla procura di Rovigo. Il fascicolo ora è nelle mani del ministero degli Esteri, che si sarebbe già messo in contatto con le autorità americane. Al momento però non c'è traccia della modella e imprenditrice immobiliare 50enne, tra le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare pubblicamente le violenze del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.

L'ultima visita in Veneto, poi il silenzio -

 L'ultimo giorno in cui i genitori e gli amici di Elisabetta Ferretti sono riusciti a mettersi in contatto con lei è il 22 aprile. Da quel giorno, come scrive Il Mattino di Padova, il nulla totale. Fino a pochi giorni prima della scomparsa i messaggi e le telefonate alla madre, di Montagnana (Padova), avevano tenuto il ritmo di sempre. Proprio nei primi giorni di aprile Ferretti era rientrata da Manhattan in Veneto per visitare i genitori e il fratello. Rientrata negli Usa, però, qualcuno ha staccato la cornetta. Le chiamate cadono nel vuoto, anche i canali social risultano disattivati o cancellati. 

Il sogno della passerella, il nuovo cognome e l'incontro con Jeffrey Epstein -

 Elisabetta Ferretti è stata tra le prime donne a uscire dall'anonimato e denunciare apertamente i crimini di Jeffrey Epstein, morto suicida in una cella di New York nell'agosto 2019. La veneta, che allora si presentava con il cognome Tai, aveva raccontato proprio in quei mesi al New York Post di essere scappata dalla lussuosissima dimora newyorchese del finanziere dopo aver rifiutato un suo approccio sessuale. Secondo il racconto dell'italiana, si era trasferita dall'Italia agli Stati Uniti nel 2001 inseguendo il sogno di sfondare nel mondo della moda. Nel 2004 il suo agente le avrebbe proposto di incontrare un uomo "che le avrebbe cambiato la vita", fornendole la possibilità di iniziare a sfilare sulle passerelle del noto brand Victoria's Secret. Quell'uomo altri non era che lo stesso Epstein, amico fidato nonché consulente finanziario di Leslie Wexner, il proprietario - tra i numerosi marchi di successo - anche di Victoria's Secret.

L'abuso di Epstein e la fuga -

 Quello di Jeffrey Epstein, secondo quanto emerso dalle denunce di decine di donne, era un modus operandi rodato. Prometteva di esaudire i più intimi desideri, di realizzare il loro American dream spalancando le porte della moda, salvo poi approfittare sessualmente di giovani e giovanissime. Elisabetta "Tai" Ferretti si era recata a casa sua per quello che pensava essere un provino. Accolta nella reggia newyorchese da Ghislaine Maxwell, complice britannica del finanziere in carcere dal 2021, era stata condotta nell'ufficio di Epstein. Qui l'uomo, invece che guardare i lavori che la giovane italiana gli aveva portato come curriculum, si era denudato sdraiandosi su un lettino per massaggi. Pietrificata, Elisabetta Ferretti era riuscita a fuggire resistendo anche alle pressioni della ricca socialite inglese. Lì non era più tornata. 

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