Le isole di Las Palmas e Tenerife, nell'arcipelago spagnolo delle Canarie, sono "prese in considerazione come punto d'ingresso per lo sbarco" della nave da crociera Mv Hondius, dove tre persone - su un totale di 149 passeggeri provenienti da 23 nazioni diverse - sono morte per un sospetto focolaio di hantavirus. Lo riferisce in un comunicato un operatore dell'imbarcazione. Su queste isole "potrebbero avere luogo ulteriori controlli medici e la presa in carico", si legge nel comunicato. Attualmente sulla nave sono in vigore "rigorose misure precauzionali", afferma l'operatore, tra cui l'isolamento dei passeggeri.
Ipotesi confermata dalla prefettura delle Canarie: le autorità locali hanno preso contatti con la direzione sanità estera del ministero della Sanità e con il centro di allerta e coordinamento delle Emergenze sanitarie per monitorare la situazione ed eventualmente adottare misure, "nel caso in cui debba prodursi uno scalo" della nave nell'arcipelago. L'intervento rientra nel protocollo previsto dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), basato sulla valutazione del rischio. L'Organizzazione ha confermato domenica che il focolaio ha colpito almeno sei persone a bordo della nave crociera, delle quali tre decedute e tre ammalate, in isolamento.
Secondo il direttore generale dell'Oms per l'Europa, "il rischio per la popolazione in generale rimane basso. Non c'è bisogno di panico o di restrizioni di viaggio", ha affermato Hans Kluge in una dichiarazione, aggiungendo che le infezioni da hantavirus sono "rare e solitamente legate all'esposizione a roditori infetti".
La vicenda -
Come ricostruito da Oceanwide Expeditions, compagnia di crociere che gestisce la Mv Hondius, il primo turista a fare probabilmente le spese del contagio è stato un passeggero olandese di 70 anni. Morto a bordo della nave l'11 aprile, è stato seguito nel giro di un paio di settimane dalla moglie 69enne, che si è ammalata prima di spirare sull'isola di Sant'Elena, nell'Atlantico meridionale, dove era sbarcata per seguire il trasporto della salma del marito. Il 2 maggio, poi, è stata la volta di un cittadino tedesco, deceduto sull'imbarcazione. Un cittadino britannico di 69 anni è stato invece ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg, mentre "due membri dell'equipaggio presentano sintomi respiratori acuti, uno lievi e l'altro gravi", secondo la Oceanwide.
Causa scatenante del presunto focolaio, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'hantavirus che si diffonde principalmente quando il patogeno, presente negli escrementi, nella saliva e nell'urina dei topi, si disperde nell'aria. In rari casi, tuttavia, può essere trasmesso anche fra persone. Sono due le malattie che il virus può causare: una aggredisce i polmoni, l'altra attacca i reni. Stando ai dati dell'Oms, la prima ha un tasso di mortalità del 40%. Maria da Luz, presidente dell'istituto di sanità pubblica di Capo Verde, ha vietato ai passeggeri di sbarcare nello Stato africano per "proteggere la popolazione locale".