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Piloti tentarono recupero Shuttle

Manovra pochi attimi prima schianto

I piloti della Columbia, lo shuttle che lo scorso primo febbraio è esploso durante il rientro sulla Terra, si sono accorti di quanto stava per accadere e avrebbero tentato di salvare l'equipaggio. Nella fase di rientro lo shuttle è controllato dal pilota automatico. Secondo quanto registrato dalla Nasa, però, almeno uno dei due piloti avrebbe tentato di prendere il controllo manuale.

Rick Husband o Wille McCool si sono accorti che la navicella stava perdendo il controllo per questo hanno sganciato il pilota automatico cercando di rimettere in assetto lo shuttle. Una manovra mai tentata prima anche perché inel momento in cui si consumava la tragedia la Columbia viaggiava ancora ad una velocità 20 volte superiore a quella del suono.

Questa rivelazione rende ancora più drammatica l'intera vicenda. E' la conferma, infatti, che tutti i membri dell'equipaggio sapevano che c'erano gravi problemi e l'ultimo minuto deve essere stata una lenta agonia per tutti. E' ormai chiaro, però, che a causare l'incidente sia stato lo scoppio di un pneumatico che ha creato una breccia nelo scafo e facendo perdere il controllo alla navicella.

L'analisi dei dati compiuta dell'apposita commissione d'inchiesta indica che la navetta, già da diversi secondi prima di disintegrarsi, era fuori controllo e stava avvitandosi in un testa-coda. Gli investigatori nel loro ultimo rapporto del 25 febbraio, dicevano che nei due secondi prima della perdita definitiva di contatto con il Columbia la navetta risultava in normale assetto e ancora in rotta, malgrado avesse perso pressione idraulica.

I nuovi dati in corso di analisi mostrano invece che la navetta stava sbandando e stava rigirandosi sul fianco sinistro. La Nasa si sta concentrando sugli ultimi 32 secondi intercorsi fra la fine dell'ultimo contatto verbale con l'equipaggio e la disintegrazione del Columbia. Nella sua ultima conversazione con il controllo a terra a Houston, il comandante, Husband, conclude rispondendo con la parola 'roger' (che equivale a 'ricevuto') all'indicazione dai tecnici a terra di una perdita di pressione al carrello di atterraggio. Poi aggiunge una sillaba che suona come 'oh!' o 'boh!'.