Appena 20 milioni di euro. È questo il valore diretto dello scudetto vinto quest'anno dall'Inter. Una cifra che potrebbe sembrare deludente per il trofeo più ambito del calcio italiano ma che non esaurisce le entrate del club neroazzurro. Il titolo di campioni d'Italia infatti funziona più come una leva economica, che come un premio vero e proprio.
Come calcola il quotidiano economico "Milano Finanza", chi vince il campionato di Serie A non incassa infatti solo quei 20 milioni ma li usa per far "lievitare" il valore di tutto il resto, per arrivare a un incasso totale di 100-120 milioni tra diritti tv, accesso alla Champions e sponsorizzazioni. Come dimostra la stagione 2025-26 dell'Inter, difficile sul fronte europeo ma in cui lo scudetto è diventato un pilastro economico fondamentale per tenere in equilibrio tutto il bilancio societario.
La legge Melandri-Lotti -
Il punto di partenza è la distribuzione dei diritti televisivi, che in Serie A segue i criteri stabiliti dalla Lega Serie A sulla base della cosiddetta legge Melandri, poi modificata dalla riforma Lotti. Il meccanismo è questo: il 50% di tutti i fondi disponibili (circa 900 milioni netti) viene diviso in parti uguali tra i 20 club, indipendentemente dai risultati della stagione. Il 28% viene assegnato in base ai risultati sportivi, ripartito tra il piazzamento dell'ultimo campionato (15%), i risultati degli ultimi cinque anni (10%) e la storia sportiva del club (3%). Il restante 22% dipende dal radicamento sociale, calcolato esclusivamente sulla base dell’audience televisiva certificata e del numero di spettatori paganti allo stadio.
Dei 900 milioni netti disponibili a stagione, quindi, la quota legata esclusivamente al piazzamento finale dell'ultimo campionato vale circa 100-101 milioni, distribuiti a scalare tra il primo e il ventesimo posto. Vincere il campionato garantisce circa 20 milioni per questa voce specifica. Arrivare secondi ne vale circa 13,2 milioni, terzi circa 11,3 milioni e così via a scendere lungo la classifica.
Numeri che rivelano subito un primo paradosso: tra il primo e il quarto posto, cioè tra vincere lo scudetto e qualificarsi alla Champions da quarti, la differenza economica diretta è di pochi milioni. Il vero salto, quello che cambia davvero i conti, è tra il quarto e il quinto posto. Perché da lì in su si va in Champions League, e da lì in su i numeri vanno in un altro ordine di grandezza.
La Champions è il vero jackpot -
La Champions League è infatti il motore economico del calcio europeo, e lo scudetto, garantendo l'accesso alla competizione, vale soprattutto per questo. La sola partecipazione al torneo porta nelle casse di un club italiano almeno 18-19 milioni di euro. A cui si aggiungono le quote legate al ranking storico e ai mercati nazionali, che per un club come il Napoli portano il minimo garantito a 43-50 milioni. E si tratta appunto del minimo: più si va avanti nella competizione, più i numeri crescono in modo esponenziale.
Il confronto tra le due ultime stagioni dell'Inter lo dimostra meglio di qualsiasi ragionamento teorico. Nel 2024-25, la cavalcata fino alla finale di Champions ha garantito al club nerazzurro oltre 136 milioni di euro di premi Uefa. Nel 2025-26, l'eliminazione ai playoff contro il Bodø/Glimt ha ridotto quella cifra a circa 71,3 milioni: un calo di circa 65 milioni in una voce sola. È come se, da un anno all'altro, l'Inter avesse perso per strada il fatturato annuo di un intero club di media dimensione.
I numeri dell'Inter targata Oaktree -
Il fondo californiano Oaktree ha rilevato l'Inter nel maggio 2024 con un obiettivo preciso: trasformare un club abituato a vivere sull'orlo del baratro finanziario in una società sostenibile. Il confronto con la gestione Zhang è impietoso: tra il 2016-17 e il 2023-24 le perdite accumulate ammontano a circa 700 milioni, con un indebitamento che nel 2022 aveva superato gli 800 milioni. Il bilancio 2024-25 ha segnato la prima inversione di rotta concreta: 567 milioni di ricavi e 35 milioni di utile, il primo della storia recente del club. Il debito è sceso a circa 660 milioni.
La stagione in corso è stata, però più complicata. L'uscita prematura dalla Champions, che ha dimezzato i ricavi europei da 136 a 71 milioni, trascina le stime complessive verso il basso, a 465-470 milioni. In questo contesto i circa 27-30 milioni tra scudetto e Coppa Italia, insieme a un taglio dei costi di 30-40 milioni e a potenziali plusvalenze da calciomercato per circa 30 milioni, diventano le variabili su cui il club punta per centrare il pareggio di bilancio.
Sponsor, gadget e festa -
Il tricolore cucito sulla maglia della stagione successiva è un argomento negoziale dal forte valore economico, prima che un trofeo sportivo e un motivo di orgoglio per i tifosi. Molti contratti di sponsorizzazione prevedono "corrispettivi variabili" legati agli obiettivi raggiunti, e lo scudetto è il principale tra questi. Il caso più documentato è quello dell'Inter nella stagione 2023-24: gli introiti da sponsorizzazioni raggiunsero circa 71 milioni di euro, con un incremento di 18 milioni rispetto all'anno precedente. Tra i fattori, il rinnovo del contratto con Nike come sponsor tecnico per il periodo 2024-2031, che vale circa 30 milioni a stagione , il 70% in più del precedente accordo. Anche per il Napoli, sponsor come Msc Crociere e Coca-Cola avevano concordato bonus legati alla vittoria del campionato.
Sul fronte del merchandising e dell'indotto territoriale, il caso Napoli 2025 è il più clamoroso per dimensioni. Nel solo primo weekend dopo la conquista del quarto scudetto, le vendite di magliette, sciarpe, bandiere e gadget ufficiali hanno generato circa 15 milioni di euro, con quasi un milione di pezzi venduti. Ma il fenomeno si è allargato ben oltre il negozio: nello stesso fine settimana, secondo le stime del centro studi di Confesercenti Campania, il giro d'affari complessivo in Campania ha superato i 230 milioni , 80 milioni dalle strutture alberghiere, 39 dalla ristorazione, 15 dal merchandising. Nel mese successivo, oltre 500mila turisti hanno visitato Napoli generando un indotto di circa 165 milioni solo in città, mentre l'intera regione ha registrato 1,75 milioni di visitatori e un fatturato complessivo di 550 milioni, di cui il 30% direttamente collegato alla vittoria del campionato.
Quanto hanno reso gli ultimi scudetti -
Guardare agli ultimi titoli assegnati aiuta a capire quanto il valore economico dello scudetto dipenda dal contesto e quanto possa variare da un club all'altro. Il Napoli di Spalletti, campione d'Italia nel 2022-23, ha generato 38 milioni di euro di incassi ai botteghini in quella stagione, con un indotto turistico stimato tra i 40 e i 50 milioni.
Due anni dopo, il Napoli di Conte ha vinto il quarto scudetto della sua storia con un impatto diretto di almeno 64 milioni tra diritti tv e partecipazione alla Champions, a cui si è sommato l'indotto territoriale da 230 milioni nel weekend della festa e da 550 milioni nel mese successivo sull'intera Campania. Una differenza che non dipende solo dal titolo in sé, ma da come è maturato, da quanto la città lo aspettava e da quanto è riuscita a capitalizzarlo.
L'Inter campione d'Italia nel 2023-24 ha vissuto invece una stagione da record assoluto: 567 milioni di ricavi, 35 milioni di utile, sponsorizzazioni a 71 milioni. Ma quel risultato era figlio soprattutto della finale di Champions, non del solo scudetto. La stagione successiva, con lo scudetto quasi certo ma l'Europa ridimensionata, proietta ricavi in calo di circa 100 milioni e un bilancio che punta al pareggio.
È proprio questo il dato più significativo: il valore di un club cresce con continuità e con le vittorie, ma non in modo lineare. Secondo l'ultima classifica di Sportico sui club più valutati al mondo, l'Inter vale oggi 1,62 miliardi di dollari, circa 1,4 miliardi di euro, in crescita dagli 1,34 miliardi dell'anno precedente. In Italia è terza, dietro alla Juventus (1,84 miliardi di dollari) e al Milan (1,66 miliardi). Il brand Napoli, secondo Brand Finance Football 50 2024, vale circa 240 milioni di dollari ed è 18° nel mondo: una crescita del 275% in 14 anni, che racconta meglio di qualsiasi premio come il calcio riesca a trasformare i successi sportivi in valore economico duraturo.