Sarebbero gravissime le condizioni di Narges Mohammadi. L'attivista iraniana, premio Nobel per la pace, era stata ricoverata d'urgenza nelle scorse ore all'ospedale di Zanjan, dove è stata trasferita nel reparto di Terapia intensiva cardiologica. Secondo quanto denunciato dalla Fondazione Narges, l'emergenza è dovuta a un "catastrofico peggioramento del suo stato medico". Mohammadi era stata già ricoverata due volte a dicembre dopo che era stata arrestata e percossa il 12 dello stesso mese. Mentre il Comitato del premio Nobel chiede per lei l'immediata liberazione e un accesso migliore alle cure con il trasferimento all'ospedale di Teheran, il governo centrale - denunciano gli attivisti - avrebbe chiuso già le porte negando questa possibilità.
Come sta Narges Mohammadi -
L'avvocata per i diritti umani "è ancora in condizioni instabili, è necessario un trasferimento immediato a Teheran. È una situazione ad altissimo rischio - scrive in un post su X la Fondazione Narges -. Attualmente sta ricevendo ossigeno, la pressione è altalenante e ha forte nausea. Per sottoporsi a un'angiografia, e riceve una diagnosi accurata e un trattamento specializzato, è necessario un trasferimento immediato a Teheran e l'accesso al suo team medico". Mohammadi, si legge ancora, sarebbe stata portata dal carcere all'ospedale di Zanjan "dopo due episodi di perdita completa della coscienza e una grave crisi cardiaca".
Comitato Nobel: "Mohammadi sia liberata subito" -
Dopo aver appreso le condizioni di Mohammadi, l'Iniziativa delle donne Nobel e il Comitato del Nobel hanno pubblicato due comunicati chiedendo a gran voce la "fine alla persecuzione di coloro che si battono per la giustizia, la libertà e la dignità umana". E si sono stretti all'attivista e alla sua famiglia: "Teniamo vicini nei nostri pensieri la famiglia di Narges, le sue sorelle attiviste in Iran e il suo team dedicato, tutti coloro che continuano a stare al suo fianco e a sostenerla. Il vostro coraggio, amore e fermezza contano profondamente". Mohammadi "ha ispirato il mondo, ma lei è, soprattutto, un essere umano attesa con paura oggi da figli e famiglia", aggiungono. La Fondazione, per questo, ha insistito affinché la donna sia "rilasciata immediatamente" e "affidata alle cure dell'equipe medica specializzata".
Il no del governo alle cure nella capitale -
La richiesta di trasferimento a Teheran sarebbe però già stata rispedita al mittente dal ministero dell'Intelligence iraniano. A rivelarlo il marito di Mohammadi, Taghi Rahmani: "Il ministero si oppone ancora al trasferimento di Narges in un ospedale di Teheran per l'angiogragia. Finché non verrà eseguita, non sarà possibile determinare quale sia attualmente la malattia da cui è affetta".