Hanno dato fuoco a rami e sterpaglie senza pensare agli effetti devastanti che il vento di questi giorni avrebbe potuto avere. Due giardinieri di Lucca sono indagati per il devastante incendio che in quattro giorni ha distrutto quasi 800 ettari di pendici sul Monte Faeta, tra Lucca e Pisa. I due sono accusati di incendio boschivo colposo aggravato.
La confessione dei giardinieri -
La prima scintilla sarebbe scoccata la mattina del 28 aprile. I giardinieri, 50enni con partita Iva, erano stati incaricati dalla proprietà di un oliveto a Santa Maria del Giudice di potare le piante. I due, come hanno ammesso ai carabinieri forestali, avrebbero poi deciso di dare fuoco ai rami potati accanto a un bosco. Il vento di grecale ha spinto le fiamme verso il Monte Faeta facendo divampare il rogo.
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Il bilancio dell'incendio: una casa arsa, in 400 ancora sfollati -
Il primo bilancio dell'incendio recita una casa seriamente danneggiata e inagibile, due abitazioni con danni parziali e l'evacuazione di oltre 3mila persone nella zona di Asciano (Pisa). Molte delle persone evacuate hanno iniziato a fare rientro nelle case. Secondo il sindaco di San Giuliano Terme, ancora 400 persone circa rimangono sfollate: "Le squadre sono ancora sul monte per verificare l'eventualità di focolai, fumacchi e altre condizioni potenzialmente pericolose. Le prossime ore saranno fondamentali per verificare l'agibilità delle abitazioni e delle strade".
L'allarme della Toscana dopo altri roghi: "Divieto bruciare sterpaglie, situazione già gravosa" -
Dopo aver appreso la dinamica con cui il rogo è stato involontariamente appiccato, la Regione Toscana ha diramato un comunicato ricordando a tutti il divieto di "effettuare abbruciamenti di residui vegetali e agricoli". "È fondamentale la collaborazione attiva di tutti i cittadini nel rispettar le norme che regolano lo smaltimento delle potature", ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani. "Questo per prevenire ulteriori emergenze e non aggravare una situazione già fortemente gravosa". Oltre al vasto incendio sul Monte Faeta, si sono infatti sviluppati altri incendi minori nei territori di Massarosa (Lucca) e Peccioli (Pisa) che, nonostante le dimensioni più ridotte, rischiano di "rendere ancora più faticosa una situazione già impegnativa".