la storia di Liudmyla Lysenko

Dalle torte sfornate ai droni russi abbattuti, la pastry-chef ucraina al fronte è una "strega di Bucha"

Dopo le stragi di Mosca contro i civili, Liudmyla Lysenko si è unita a un gruppo di volontarie per la difesa dei cieli di Kiev

© Tgcom24

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La sua vita profuma di cioccolato, zucchero a velo e vaniglia. Ma anche di olio per armi e carburante. Liudmyla Lysenko, originaria della regione di Kiev, è una pasticcera professionista le cui torte sembrano opere d'arte. Da oltre due anni, però, la sua agenda non è scandita dagli ordini dei clienti, bensì dai turni di servizio come membro dell'unità delle Streghe di Bucha ed è anche il comandante di un gruppo mobile di vigili del fuoco. La sua storia è stata raccontata dal sito Ukrainska Pravda.

Da pastry-chef a combattente di prima linea -

 Su Instagram, la pagina di Lysenko è piena di bellissime foto di torte a più piani, pasticcini colorati e fiori. Ma dietro a queste immagini si cela un'altra realtà: lei si dedica volontariamente alla difesa dei cieli dell'Oblast di Kiev, come parte di un'organizzazione comunitaria territoriale di volontariato.

Racconta che gli orrori dei primi giorni dell'invasione russa su vasta scala e la vista di Bucha distrutta, dove vive dal 2016, l'hanno spinta a unirsi alla lotta. "Ho iniziato a cercare corsi di formazione. Su Instagram ho trovato corsi di addestramento per riservisti tenuti da combattenti e veterani del Fronte d'Azov. Medicina, tiro, scavo di trincee. Mi ha motivato enormemente e mi ha fatto credere di poter fare molto di più", afferma Liudmyla.

In seguito, una conoscente raccontò a Liudmyla delle Streghe di Bucha, un'unità mobile di difesa aerea femminile formatasi nella primavera del 2024 come parte della formazione territoriale volontaria di Bucha. L'unità dà la caccia e distrugge i droni russi sull'oblast' di Kiev. "Non appena viene diramato un allarme aereo, il gruppo si dirige immediatamente verso una posizione designata".

"Lì - spiega - piazziamo la mitragliatrice e prepariamo il mirino così da essere pronti all'abbattimento dei droni Shahed. A volte il bersaglio non entra nella nostra zona d'attacco: in questi casi operiamo in ricognizione. Tracciamo i movimenti del drone e comunichiamo la sua rotta esatta al gruppo successivo della catena. Questo dà ai nostri colleghi il tempo di prepararsi e aprire il fuoco". "Ognuna di noi - conclude - ha compiti ben definiti e il risultato complessivo dipende da quanto sono coordinate le nostre azioni".

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