"Ormai ho 96 anni, sono prossima alla morte, ma ci sono persone che continuano a scrivermi: perché non muori?". Liliana Segre, a quasi novant'anni dalle telefonate ricevute negli anni prima della deportazione ad Auschwitz, continua a sentire gli stessi insulti. Al Memoriale della Shoah di Milano, alla quinta edizione dell'incontro "Le vittime dell'odio" promosso dall'Oscad, la senatrice a vita ha parlato del mondo di oggi, un mondo "di odio sempre più vasto".
Gli attacchi a Segre -
"Oggi il mondo dell'odio è sempre più vasto", ha detto Liliana Segre. "È una valanga che trascina le persone a scrivermi a 96 anni: "Perché non muori?". Ha poi aggiunto: "Non mi aspettavo che ancora qualcuno a 96 anni, dopo tutto quello che c'è stato fra guerre nel mondo e tutti gli errori anche spaventosi che vorrei condannare da tutte le parti, me lo scrivesse. Sarà una persona da curare".