Denunciato per procurato allarme

Taranto, confessa il femminicidio della moglie ma non è vero: "Hanno truffato mio padre, la polizia non arrivava"

L'uomo è stato trovato dagli agenti mentre era in strada. Poco dopo, la polizia ha rinvenuto la moglie in ottima salute

© Istockphoto

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Le sirene hanno riempito le strade di Taranto per diversi minuti. A tutta velocità si stavano muovendo quattro volanti della questura, i Falchi, un'ambulanza e i vigili del fuoco. Arrivati sul posto, hanno trovato per strada e disarmato l'uomo che aveva chiamato il 112 autodenunciandosi: "Venite subito, ho ucciso mia moglie". L'ennesimo femminicidio. Peccato che, dopo un rapido accertamento, le forze dell'ordine si sono rese conto che la donna era viva e vegeta. L'uomo è stato portato in questura e denunciato per procurato allarme.

La truffa e le due telefonate alla polizia -

 L'idea di allertare le forze dell'ordine denunciando il femminicidio della moglie sarebbe stata la "mossa della disperazione" per l'uomo. Qualche minuto prima, infatti, aveva contattato la polizia parlando di una presunta truffa ai danni del padre. Non vedendo arrivare le pattuglie, avrebbe pensato bene di ricontattare il centralino confessando al telefono un reato ben più grave e da lui mai commesso per tentare di accelerare l'intervento.

Il fermo dell'uomo e le condizioni della moglie -

 Dopo la falsa denuncia, era scattato un intervento di massima emergenza da parte della polizia, che aveva mobilitato diverse pattuglie. Arrivati sul posto, gli agenti hanno individuato l'uomo in strada, lo hanno fermato senza che lui opponesse resistenza e hanno messo in sicurezza l'area. Parallelamente sono partiti gli accertamenti, che hanno subito chiarito l'assenza di qualsiasi delitto. La moglie dell'uomo è stata infatti rintracciata viva e in buone condizioni.

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