Da attore in un film premio Oscar all'ergastolo, è la parabola di Nathan Chasing Horse. Il nativo americano, celebre per aver interpretato il giovane Sioux Lakota Ride Coi Denti nel successo western Balla coi lupi di Kevin Costner, è stato condannato da un tribunale del Nevada dopo che la giuria lo ha ritenuto colpevole di 13 capi d'imputazione, tra cui violenza sessuale. Secondo l'accusa, il 49enne avrebbe stuprato tre ragazze indigene, approfittando del suo ruolo di leader spirituale della setta "The Circle". L'ex attore potrà chiedere la libertà condizionale dopo aver scontato 37 anni.
Il ruolo di santone e le violenze: "Disse che serviva a guarire mia madre" -
"Ha approfittato della fiducia di queste donne e della loro spiritualità, e le ha manipolate per la sua gratificazione personale”. Così la giudice ha giustificato la sentenza. L’uomo, che ha sempre negato le accuse a suo carico, era stato arrestato a inizio 2023 mentre si trovava a Las Vegas. Dopo il film, l'indigeno si era immerso nelle comunità native in diversi Stati - tra cui Montana, South Dakota e Nevada fino in Canada - ed era assurto a leader di una setta. Qui, con la fama di santone e guaritore, eseguiva guarigioni e incontri spirituali. Una delle vittime ha raccontato che, benché fosse ancora minorenne, Chasing Horse avrebbe abusato di lei spiegandole che "gli spiriti volevano che lei perdesse la verginità per salvare sua madre", malata di cancro. Dopo la violenza, l'avrebbe minacciata dicendo che se lo avesse raccontato a qualcuno, sua madre sarebbe morta.
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"La giovinezza persa" -
Secondo l'atto di accusa, i seguaci di "The Circle" offrivano all'uomo le loro figlie minorenni come mogli. Una ragazza quindicenne sarebbe stata data "in dono" a Chasing Horse, mentre un'altra lo avrebbe sposato al compimento del sedicesimo anno. L'uomo è anche accusato di aver registrato le aggressioni sessuali e di aver organizzato incontri sessuali tra le sue vittime e altri uomini che poi lo avrebbero pagato. "Non c’è modo di recuperare la giovinezza, l’infanzia perduta, la mia prima volta, il mio primo bacio, la cerimonia di diploma che non ho mai potuto vivere", ha detto una delle vittime, 14enne all'epoca delle violenze. Dopo la condanna, nei prossimi mesi diversi altri processi - portati avanti dai procuratori di altri Stati - dovrebbero arrivare a sentenza.