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Edmond de Rothschild AM: “Ecco perché gli USA sono ancora in vantaggio su tutti”

Per Benjamin Melman, Global CIO di Edmond de Rothschild AM, indipendenza energetica, intelligenza artificiale e politica fiscale e monetaria, rendono gli Stati Uniti i principali vincitori (in termini relativi) di questo nuovo contesto

 | Flag and Wall street sign

L’attuale conflitto in Medio Oriente più che mettere in discussione il ciclo economico globale può modificarne la gerarchia. Lo spiega, in una sua analisi, Benjamin Melman, Global CIO di Edmond de Rothschild AM: “Gli Stati Uniti stanno emergendo come i principali vincitori (in termini relativi) di questo nuovo contesto, sostenuti dall’indipendenza energetica del Paese, dal motore (ancora) inesauribile rappresentato dall’intelligenza artificiale e dal relativo boom degli investimenti, nonché da una politica fiscale e monetaria che rimane più flessibile rispetto al resto del mondo”.

LE ECONOMIE DEL RESTO DEL MONDO INSEGUONO GLI USA
Le economie delle altre aree geografiche del mondo inseguono gli USA in ordine sparso. La Cina, grazie al mix energetico e agli interventi governativi è riuscita a sostenere la propria economia nonostante il rallentamento strutturale, al contrario di Europa e Giappone che si stanno rivelando più vulnerabili. E’ probabile che la dipendenza energetica, il mandato unilaterale della BCE di ancorare le aspettative di inflazione e il margine limitato di manovra fiscale possano comportare alcune revisioni al ribasso della crescita del PIL (in Germania, ad esempio) e degli utili delle società a grande capitalizzazione nell’Eurozona.

VINCITORI E VINTI IN QUESTO PARADIGMA ATIPICO E INSTABILE
“L’utile per azione (eps) di queste ultime, dovrebbe comunque crescere del +12% nel 2026 e del +11,5% nel 2027. Per quanto riguarda invece i titoli azionari giapponesi, le cui valutazioni azionarie sono tornate ben al di sopra dei loro livelli mediani a lungo termine, sono alle prese con alcune delle difficoltà riscontrate anche in Europa. Queste disparità regionali non sono cicliche: stanno gradualmente alterando la ripartizione tra vincitori e vinti di questo paradigma atipico e instabile”.

GLI IMPATTI DELLA CRISI ENERGETICA
A questo proposito, analizzando la rapidità del rimbalzo registrato dagli asset di rischio dopo i minimi toccati subito dopo l’attacco congiunto USA-Israele all’Iran, Melman rileva come l'ampiezza del movimento rifletta qualcosa di più di un semplice aggiustamento tecnico. Sembra che gli investitori, già temprati dalla serie di shock degli ultimi anni – pandemia, Ucraina, tensioni geopolitiche e commerciali – siano convinti che, qualunque sia la crisi geopolitica, seguirà una rapida normalizzazione. In realtà, però, la crisi energetica ha continuato a diffondersi nelle economie più esposte, in particolare in Asia e in Europa, dove l'aumento a lungo termine dei prezzi del gas – fino al +120% su alcuni contratti – sta già pesando sulla crescita economica e sui margini delle imprese.

COPERTURA DEI RISCHI ESTREMI SENZA CEDERE AL PANICO DURATURO
“Durante questa crisi – la peggiore nella storia del settore energetico mondiale – ci siamo inizialmente concentrati sulla copertura dei rischi estremi, in particolare quelli legati alla potenziale distruzione delle capacità produttive di petrolio e gas. Abbiamo protetto il rischio di un’escalation che sarebbe aumentato prima di lasciare spazio a un periodo più lungo di distensione. In secondo luogo, non abbiamo ceduto al panico duraturo, dal momento che l’amministrazione Trump non può trascurare le elezioni di medio termine ed è impegnata a proteggere il più possibile il potere d’acquisto degli americani” sottolinea Melman.

UN RIMBALZO GUIDATO DAGLI AFFLUSSI E DAGLI INVESTITORI SOTTOESPOSTI
Di conseguenza, il Global CIO di Edmond de Rothschild AM ha riallocato gradualmente le esposizioni verso asset di rischio (azioni e obbligazioni societarie) alla fine di marzo, convinto che gli investitori stessero sopravvalutando uno scenario di crisi duraturo. “Allo stato attuale, pur riuscendo a ragionare “andando oltre” gli eventi, sarebbe altrettanto imprudente lasciarsi trasportare dall’euforia attuale. Il rimbalzo delle ultime settimane non conferma uno scenario positivo: riflette piuttosto un posizionamento tecnico guidato dagli afflussi e dagli investitori sottoesposti” conclue il manager.